Centro d’accoglienza nel cuore di Vibo, Mangialavori: «Condizioni urbanistiche sfavorevoli»

Il coordinatore provinciale di Forza Italia pone l’accento sulla scelta logistica: «Simili progetti d’accoglienza e integrazione vanno calibrati in base alle caratteristiche urbane e sociali»

Il coordinatore provinciale di Forza Italia pone l’accento sulla scelta logistica: «Simili progetti d’accoglienza e integrazione vanno calibrati in base alle caratteristiche urbane e sociali»

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Proteste per il centro migranti
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«La vicenda relativa all’accoglienza d’immigrati, nel pieno centro della città di Vibo Valentia, non può essere esente da una riflessione politica. L’ubicazione, infatti, desta non poche perplessità. Per come già rilevato da più parti, l’aspetto logistico non è l’ideale per un’accoglienza di tale specie. Una circostanza che non va sottovalutata e che infatti ha già suscitato il timore dei residenti».

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A riferirlo in una nota è il già consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, il quale prende posizione su una vicenda che sta facendo molto discutere a Vibo Valentia, vale a dire il progetto che vorrebbe la nascita, in via Gioacchino Murat in pieno centro storico e nelle vicinanze di Villa Scrimbia, di un centro d’accoglienza destinato ai migranti. Circostanza che ha già fatto registrare la ferma contrarietà dei residenti della zona (scesi in strada a protestare) e la presa di posizione di diversi esponenti di centrodestra: da Fausto De Angelis (coordinatore provinciale del Movimento per la Sovranità) ad Anthony Lo Bianco (coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia) fino a Francescantonio Tedesco consigliere comunale del gruppo misto.

«Lungi da qualsiasi pregiudizio ideologico – precisa dal canto suo Mangialavori -, è evidente che progetti di accoglienza e di integrazione vanno calibrati in base alle condizioni urbanistiche, sociali o oggettivamente utili a favorire il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In caso contrario, infatti, si corre il rischio di ottenere l’esatto risultato opposto rispetto a quello preventivato».

Insomma, «nulla quaestio, sull’aspetto formale della questione. Esiste un bando, una partecipazione e i tutti i relativi controlli istituzionali. Ma non va sottaciuto – aggiunge l’esponente politico – l’elemento sostanziale che presta il fianco a molteplici perplessità, dubbi e interrogativi che legittimamente si pone la cittadinanza vibonese e in modo particolare quella interessata a tale progetto. L’auspicio è che quest’ultimo sia oggetto di attenta ponderazione e di valutazione serena ma puntuale sugli effetti insiti a tale decisione. L’irreversibilità della scelta, quanto meno nel breve e medio periodo, può infatti tradursi in un boomerang sulle ragioni coeve alla decisione».