Fondi “salva Provincia” a Vibo, Ferro (FdI): «Smascherato il grande bluff»

Il consigliere regionale critica i toni trionfalistici utilizzati da Censore (Pd) in merito all’approvazione dell’emendamento per il risanamento degli enti in dissesto: «Qui - afferma - arriveranno solo le briciole»

Il consigliere regionale critica i toni trionfalistici utilizzati da Censore (Pd) in merito all’approvazione dell’emendamento per il risanamento degli enti in dissesto: «Qui - afferma - arriveranno solo le briciole»

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«Il grande bluff dell’on. Censore, che ha rivendicato con toni trionfalistici l’approvazione dell’emendamento destinato al risanamento finanziario delle Province, è stato ormai scoperto. E’ ormai evidente che arriveranno soltanto le briciole alla Provincia di Vibo, che dovrà partecipare alla ripartizione del fondo di riequilibrio insieme ad altre 12 amministrazioni, tra cui quelle di Salerno e Caserta, che per dimensioni e densità di popolazione sono destinate ad assorbire buona parte dello stanziamento». 

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A riferirlo in una nota è il consigliere regionale del gruppo misto Wanda Ferro, in corsa sotto le insegne di Fratelli d’Italia per la Camera dei deputati nel collegio uninominale di Vibo-Soverato, proprio come il destinatario del suo affondo Bruno Censore, portabandiera del centrosinistra. 

«Ciò che resterà – asserisce la Ferro – non basterà a pagare gli stipendi ai dipendenti né a realizzare gli interventi urgenti per la manutenzione delle strade e delle scuole. Ora delle due l’una: o Censore non ha compreso la reale portata del provvedimento, che ha la stessa efficacia di un’aspirina somministrata ad un moribondo, o ha tentato un imbroglio elettorale troppo grosso per non essere subito scoperto. La realtà è che i governi di centrosinistra, tentando goffamente di assecondare l’onda dell’anti-politica, hanno messo in ginocchio gli enti intermedi provocando confusione amministrativa e gravissime ripercussioni sui servizi offerti ai cittadini, e oggi non sono capaci di porre rimedio alla drammatica situazione che hanno generato. Tanto che oggi i presidenti delle province calabresi – tutti espressione del centrosinistra – considerano insufficienti le risorse messe a disposizione dal governo, denunciando inoltre l’applicazione di algoritmi che premiano le regioni del Nord, ed esprimono il timore di dover chiudere definitivamente gli enti, data l’impossibilità di continuare ad erogare servizi ai cittadini».

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