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Il coordinatore cittadino di Forza Italia scrive ai commissari: «La città è in ginocchio e la vostra gestione è una punizione. Diteci se voteremo a giugno»

Una veduta di Tropea
Politica

«La città di Tropea sta attraversando uno dei periodi più bui della sua gloriosa storia. La capitale del turismo, locomotiva economica della provincia di Vibo Valentia e della Calabria, è in ginocchio. Lo scioglimento dell’assise comunale è stato un gravissimo colpo i cui effetti nefasti sono stati accentuati da una gestione commissariale che, per come intrepretata, sta rappresentando un’autentica punizione per l’incolpevole comunità tropeana e per tutto il territorio». È quanto afferma in un comunicato stampa Giovanni Macrì, coordinatore locale di Forza Italia a Tropea, rivolgendosi con una missiva alla commissione straordinaria che regge le sorti del Comune e, per conoscenza, alla Prefettura di Vibo Valentia e al neo senatore Giuseppe Mangialavori.

«Ad una gestione della cosa pubblica oltremodo insoddisfacente (a titolo meramente esemplificativo cito gli istituiti scolastici della scuola media lasciati senza il riscaldamento, il servizio mensa partito solo di recente a fine anno scolastico, il lungomare ancora devastato, il servizio idrico insoddisfacente in termini di qualità e quantità dell’acqua erogata, la crisi all’impianto di depurazione, gli abitanti della contrada Carmine isolati, il decoro urbano e l’ordine pubblico a minimi termini) si somma - argomenta Macrì -, la mancanza di qualsivoglia forma di dialogo con le forze politiche (che non mi risulta essere state colpite da provvedimenti interdettivi) e con le associazioni che, pur avendo tentato in ogni modo di dare il loro contributo fattivo, vengono tenute ai margini a mo’ di appestati. Nessuno ha notizie su cosa venga fatto né, tanto meno, di come si intendano affrontare le problematiche più gravi ed impellenti».

Per l’esponente di Forza Italia «Non si ha neppure notizia sulla durata del commissariamento e su quando la città sarà richiamata al voto in modo da ripristinare il funzionamento degli organismi democratici. Parrebbe, infatti, che alcun provvedimento di proroga sia stato adottato nel rispetto del termine perentorio scandito dall’art. 143, c. 10, T.U. sugli Enti Locali, di talché la città potrebbe tornare al voto nel turno elettorale ordinario che dovrebbe tenersi il prossimo giugno. Ritengo cha la cittadinanza abbia il diritto ed il dovere di essere compiutamente e tempestivamente informata su tale aspetto in modo da consentire a tutte le forze politiche e civiche che riterranno di presentare una proposta per la rinascita di Tropea di prepararsi per tempo così da affrontare la campagna elettorale ed il successivo impegno in maniera appropriata e consapevole. La città è ridotta allo stremo e non sarà per nulla facile gestire la pesante eredità che verrà lasciata ragion per cui, qualora si dovese andare al voto il prossimo giugno, sarà necessario darsi subito da fare in modo da avere maggiore contezza delle problematiche più calde così da approntare almeno delle soluzioni tampone per ridare un pizzico di dignità alla città e per salvare una stagione turistica che si annuncia con il tutto esaurito».