Il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, reagisce all’attacco di Meridionale Petroli che ha smentito la narrazione dell’Amministrazione sulla delocalizzazione dei depositi di Vibo Marina. Lo fa sul profilo social del Comune e rivendica il percorso avviato per lo spostamento degli impianti nell’area industriale di Porto Salvo. a delocalizzazione.

Il post arriva all’indomani delle tensioni emerse dopo le prese di posizione dell’azienda, che hanno alimentato un fortissimo scontro politico con l’opposizione consiliare che ora chiede le dimissioni del primo cittadino e della sua giunta.

Il dato rivendicato dal sindaco

«I documenti non mentono: la realtà è nei fatti, non nelle parole», scrive il sindaco, che prova a riportare la discussione su un piano tecnico e numerico. Il riferimento è alla durata della concessione.

«Leggo repliche di Meridionale Petroli che cercano di sminuire il risultato ottenuto. Ma la matematica non è un'opinione: chiedevano 20 anni, ne hanno ottenuti 4. Questo è il dato reale».

«Non facciamo polemica, facciamo amministrazione»

Nel post il primo cittadino prova anche a spostare il tono dello scontro, rivendicando un approccio amministrativo più che politico.

«Non facciamo polemica, facciamo amministrazione», aggiunge, indicando come «l'Atto di Sottomissione e il Protocollo d'Intesa sono binari tracciati».

Il porto e il «rischio industriale»

Il sindaco ribadisce quindi l’obiettivo strategico: liberare l’area portuale dalla presenza dei depositi. «Il porto deve essere decongestionato dal rischio industriale per aprirsi al futuro», scrive.

Il richiamo al rispetto istituzionale

«C'è un limite che non va valicato: il rispetto per le istituzioni e per la città», afferma, aggiungendo che «tutta la classe politica e l’intera comunità di Vibo Valentia dovrebbero sentirsi offese dalle parole di un'azienda che, pur essendo ospite del nostro territorio da decenni, si atteggia oggi a padrone di casa».

«Il suolo è demaniale, il futuro è dei cittadini»

«È bene ricordare che il suolo è demaniale, ovvero di tutti», scrive, sottolineando come «il diritto di una comunità a vivere in sicurezza e a progettare il proprio sviluppo turistico e commerciale viene prima di ogni pretesa di privilegio». «A Vibo Marina non esistono padroni, esistono cittadini che rivendicano il proprio futuro».

Il tavolo tecnico e i prossimi passaggi

«Chi parla di “propaganda” forse non è abituato a vedere un'Amministrazione che ottiene risultati concreti dopo decenni di silenzio», scrive, per poi concludere: «Noi andiamo avanti col tavolo tecnico. Il futuro di Vibo Marina non si ferma».