Un appuntamento fissato per il 15 ottobre con i vertici Eni per riaprire concretamente il dossier della delocalizzazione dei depositi petroliferi di Vibo Marina. È una delle principali novità emersa nel corso del question time in Consiglio comunale, durante il quale il sindaco Enzo Romeo ha risposto all’interrogazione presentata dal gruppo Cuore Vibonese - Una città libera e illustrata dal consigliere Danilo Tucci.

Al centro della discussione gli impianti Eni che sorgono in viale dell’Industria, a poca distanza dalle abitazioni, e il percorso che l’Amministrazione intende intraprendere per arrivare al loro eventuale trasferimento. Una questione che, come ricordato dall’opposizione, era stata inserita nel documento sulla delocalizzazione dei depositi costieri approvato all’unanimità dal Consiglio comunale dopo una proposta partita proprio dai gruppi di minoranza.

Tucci: «Vogliamo sapere cosa è stato fatto concretamente»

Tucci ha voluto innanzitutto distinguere il dossier Eni da quello relativo alla Meridionale Petroli, sul quale negli ultimi mesi si sono concentrate maggiormente le comunicazioni dell’Amministrazione.

«Vogliamo capire cosa concretamente, in termini di atti, incontri e verbali ufficiali, è stato fatto affinché l'Amministrazione procedesse nell'interlocuzione con Eni e questi depositi possano essere delocalizzati», ha chiesto il consigliere.

Secondo Cuore Vibonese la presenza degli impianti in una zona ormai fortemente urbanizzata «è centomila volte più pericolosa di Meridionale Petroli, perché a pochi metri dalle case». Un’iperbole usata per rimarcare quella che secondo il gruppo di minoranza è una vera priorità che rende necessario imprimere un’accelerazione al percorso avviato dal Consiglio comunale. Da qui la richiesta al sindaco di riferire sulle interlocuzioni portate avanti sino a questo momento.

Romeo: «Il 15 ottobre incontro con Eni»

Ed è proprio nella risposta di Enzo Romeo che è arrivata la principale novità. Il sindaco ha riferito di interlocuzioni avvenute già nei mesi scorsi, l’ultima il 22 giugno scorso, con l’obiettivo di coinvolgere livelli regionali e nazionali dell’azienda. Ha quindi annunciato che il prossimo 15 ottobre è stato fissato un incontro con Eni. Al tavolo, secondo quanto riferito dal primo cittadino in Aula, sarà presente anche Alessandro Cao, indicato da Romeo come responsabile Eni per l’area Sud e Isole.

«Finalmente siamo riusciti ad avere questo appuntamento», ha spiegato il sindaco, facendo proprie le preoccupazioni espresse da Tucci sulla collocazione dei depositi all’interno del quartiere e assicurando che, dopo l’incontro, informerà il Consiglio comunale sull'esito del confronto.

Quella del 15 ottobre diventa dunque una prima scadenza precisa sulla quale misurare i possibili sviluppi di un dossier che finora, almeno per quanto riguarda specificamente Eni, era rimasto più defilato rispetto alla parallela vicenda Meridionale Petroli.

I rilevatori Arpacal e la relazione che Romeo dice di non avere ricevuto

Nel corso della risposta è emerso anche un secondo aspetto. Romeo ha ricordato di avere chiesto più volte ad Arpacal l'installazione di rilevatori per il monitoraggio nella zona interessata dagli impianti. Gli strumenti, secondo il sindaco, sono stati effettivamente collocati, ma Palazzo Luigi Razza non avrebbe ancora ricevuto una relazione sui dati rilevati.

Il riferimento è in particolare alla presenza di gas e agli odori avvertiti nella zona, definiti dal primo cittadino «sicuramente fastidiosi» e sui quali l'Amministrazione attende dunque elementi tecnici dall'Agenzia regionale.

Tucci: «Il 15 ottobre serve un segnale forte»

Nella replica, Tucci ha accolto positivamente l'annuncio dell'incontro, chiedendo però al sindaco di assumere una posizione netta al tavolo con Eni.

«Da questo incontro del 15 ottobre le chiediamo di avere un pugno duro», ha affermato il consigliere, tornando a chiedere la delocalizzazione degli impianti e sottolineando come la loro presenza condizioni, a giudizio dell'opposizione, le prospettive di sviluppo di Vibo Marina, del Pennello e dell'area di viale dell'Industria.

Cuore Vibonese ha quindi assicurato che continuerà a seguire il dossier: «Le staremo con il fiato sul collo perché è estremamente importante capire in che direzione va lo sviluppo di Vibo Marina».