La Conferenza delle Democratiche della Calabria esprime apprezzamento per il protocollo d’intesa sottoscritto a Vibo Valentia tra la Questura, Confcommercio e Confindustria, un accordo che punta a rafforzare la rete territoriale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere attraverso il coinvolgimento del mondo economico e produttivo e con la nascita della “Stanza sospesa”

«Esprimiamo il nostro più vivo e profondo apprezzamento per l’importante Protocollo d’Intesa siglato a Vibo Valentia tra la Questura, Confcommercio e Confindustria, volto a rafforzare in modo concreto le maglie della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere», affermano le Democratiche calabresi, sottolineando il valore di una collaborazione che mette insieme istituzioni, forze dell’ordine e realtà del territorio.

Secondo la Conferenza regionale, l’accordo rappresenta «un passo in avanti straordinario e di fondamentale importanza strategica per il nostro territorio», perché per la prima volta «la necessaria e lodevole azione di tutela e sicurezza portata avanti con dedizione dalle forze dell’ordine si unisce in modo strutturato al tessuto economico e produttivo della provincia».

Il coinvolgimento di imprese, attività commerciali e luoghi di lavoro viene indicato come un elemento centrale della nuova rete di protezione. «Coinvolgere direttamente il mondo delle imprese, del commercio e del lavoro significa tracciare una linea: la lotta contro la violenza sulle donne non è una questione privata, né esclusivamente di ordine pubblico, ma una responsabilità collettiva che deve permeare ogni ambito della nostra società», evidenzia la nota. «Il dato politico e sociale più rilevante di questa iniziativa risiede nella capacità di fare rete, abbattendo l’isolamento che troppo spesso circonda le vittime», aggiungono.

«Sapere che i luoghi del commercio, del lavoro e dell’impresa diventano presidi attivi di ascolto, sentinelle di legalità e nodi di una fitta tela di protezione invia un messaggio di straordinaria importanza», sottolinea la Conferenza. L’auspicio espresso dalle Democratiche è che il modello avviato nel Vibonese possa estendersi anche al resto del territorio regionale e nazionale. «Questo protocollo accende una luce di profonda speranza. L’auspicio e l’impegno politico delle Democratiche calabresi è che questo modello virtuoso, sperimentato a Vibo Valentia, possa nel tempo essere pienamente istituzionalizzato e replicato in tutte le province della Calabria e a livello nazionale».

Per rendere stabile questo percorso, viene ribadita la necessità di trasformare iniziative come questa in strumenti permanenti. «Trasformare queste intese in protocolli stabili, strutturali e dotati di risorse continuative è l’unica strada percorribile per edificare un welfare di comunità realmente inclusivo e sicuro», affermano.

Al centro resta il tema dell’autonomia e della possibilità, per le vittime, di trovare sostegno e nuovi percorsi di vita. «Nessuna donna deve sentirsi sola. Ogni vittima di abusi o di violenza psicologica, economica e fisica deve sapere che lo Stato, le istituzioni e l’intera comunità civile sono pronte a tenderle la mano, offrendo non solo protezione immediata, ma anche percorsi concreti di emancipazione e di reinserimento lavorativo».

La Conferenza delle Democratiche della Calabria conclude assicurando il proprio impegno nel sostenere iniziative rivolte alla prevenzione e alla tutela delle donne: «Continueremo a vigilare, a sostenere e ad affiancare ogni iniziativa che vada nella direzione di una Calabria libera dalla violenza e dalla paura, con la certezza che la firma di oggi rappresenti una pietra miliare verso un futuro di vera parità e sicurezza».