Dopo la lettera di minacce recapitata all’assessore comunale, nuove prese di posizione da alleati e gruppo consiliare che esprimono solidarietà e vicinanza
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La lettera di minacce fatta trovare sotto la porta dell’ufficio dell’assessore Marco Talarico, a Palazzo Luigi Razza, continua a suscitare reazioni nel mondo politico cittadino e regionale. L’intimidazione, arrivata dopo l’aggressione subita dal dirigente comunale Andrea Nocita, si inserisce in un clima che negli ultimi giorni ha visto moltiplicarsi episodi rivolti contro figure istituzionali e realtà economiche del territorio vibonese.
A Talarico, componente della giunta guidata dal sindaco Enzo Romeo, è stato recapitato un messaggio dal contenuto esplicito: «Il prossimo sarai tu!». L’assessore, dopo avere denunciato tutto in Questura, aveva commentato l’accaduto senza arretrare: «Purtroppo sono abituato alle intimidazioni, ma quanto accaduto non mi smuove di un millimetro. Andremo avanti». Ora, attorno a lui, arrivano nuove prese di posizione di solidarietà.
Europa Verde: «Le minacce colpiscono tutti noi»
A stringersi attorno all’assessore è Europa Verde - Verdi Calabria, insieme ai coordinatori regionali Giuseppe Campana e Raffaella Cosentino, all’esecutivo regionale, al commissario provinciale di Vibo Valentia Gianpiero Menniti e ai presidenti dei circoli cittadini Giuseppe Alviano, Rocco Chiappalone e Giovanni Colace.
Il messaggio è rivolto direttamente a Talarico: «Caro Marco, le vili minacce che hai ricevuto colpiscono tutti noi, per la stima e l’affetto che nutriamo nei tuoi confronti».
La nota insiste sul profilo pubblico dell’assessore e sul legame con il territorio: «Sappiamo con quanta passione e rettitudine lavori ogni giorno per la nostra terra e non permetteremo a nessuno di farti sentire solo in questa battaglia di civiltà».
Per Europa Verde, l’intimidazione non riguarda soltanto un amministratore, ma chi prova a sottrarre la città alla logica della paura: «Vibo Valentia non appartiene a chi usa il linguaggio della paura, ma a chi, come te, mette la faccia e il cuore per il bene comune».
Da qui l’invito a proseguire: «Non un passo indietro, Marco: siamo al tuo fianco, pronti a sostenerti con la forza delle idee e della legalità. Avanti tutta, con il sorriso e la fermezza di sempre».
Progetto Vibo: «Un attacco all’intera istituzione comunale»
Sulla stessa linea si colloca il gruppo consiliare di Progetto Vibo, rappresentato dalla capogruppo Maria Trapani e dai consiglieri Filippo Paolì, Leoluca De Vita e Filippo Potenza, insieme agli assessori Lorenza Scrugli e Salvatore Monteleone e ai componenti del "Centro Studi".
Il gruppo parla di una posizione «unanime di solidarietà nei confronti dell’assessore Marco Talarico» e colloca l’episodio dentro una lettura più ampia della vita amministrativa cittadina: «L’ennesimo atto intimidatorio registrato a Palazzo Luigi Razza rappresenta un attacco non al singolo, ma all’intera istituzione comunale e al progetto di rinascita della città».
Per Progetto Vibo, il tentativo di condizionamento non deve trovare spazio dentro il percorso amministrativo avviato: «La strategia della paura non troverà mai terreno fertile all’interno di una squadra che ha fatto della trasparenza e del merito la propria bussola amministrativa».
Il gruppo rivendica quindi la prosecuzione dell’attività politica e amministrativa: «Di fronte ai tentativi di condizionamento esterno, Progetto Vibo risponde con la forza della coesione e del lavoro quotidiano».
«Al fianco di Marco Talarico una comunità politica intera»
Il messaggio di Progetto Vibo si chiude con un richiamo alla necessità di non arretrare davanti alle intimidazioni: «Non vi è spazio per l’esitazione: l’azione politica a sostegno della comunità proseguirà con ancora maggiore determinazione, nella piena consapevolezza che il percorso intrapreso verso la piena legalità sia l’unica via possibile per il futuro del territorio».
Poi la presa di posizione a sostegno dell’assessore: «Al fianco di Marco Talarico si schiera una comunità politica intera, pronta a fare scudo contro ogni forma di prevaricazione e a difendere l’integrità di chi opera per il bene comune».

