Il segretario provinciale di Sinistra Italiana /Avs Vibo Valentia, Fortunato Petrolo interviene in merito alla creazione di un nuovo gruppo consiliare alla Provincia, Democratici e riformisti. In particolare, Petrolo fa rilevare: «Non entro nel merito di questa scelta fatta dai consiglieri eletti nella lista, “Riformisti e Progressisti per Vibo”, indicati rispettivamente dal Pd e dal M5s. Tengo a sottolineare, tuttavia, che la motivazione “di superare un pensiero unico”, appare assolutamente sconcertante».

Secondo il segretario provinciale Sinistra italiana- Avs, «sarebbe interessante capire qual è il pensiero unico e a cosa si riferisce. Non penso che sia legato al progetto politico a suo tempo condiviso, quanto a una scelta di mantenere una delega onoraria che non ha funzione se non quella di rappresentanza. Tuttavia – aggiunge - ognuno ha il diritto di scelta e avviare un suo percorso politico, tocca però ai partiti di riferimento capire cosa fare».

L’approvazione del bilancio provinciale

Petrolo ritiene «fondamentale chiarire la posizione di Sinistra Italiana sul progetto politico che abbiamo tutti condiviso come coalizione. L’approvazione del bilancio provinciale – specifica - è stato un atto di grande responsabilità, frutto di una intensa valutazione dei partiti e del gruppo consiliare per dare la possibilità all’Ente Provincia di procedere e avviare la stabilizzazione dei lavoratori Tis. Una decisione assunta nell’interesse dell’Ente provincia e soprattutto per porre fine al calvario dei lavoratori precari che da anni vivono il dramma della propria condizione di lavoratori sconosciuti e senza diritti».

Per l’esponente Si-Avs, è «questa la vera motivazione del voto favorevole al Bilancio, che non può essere intesa come una variabile, per avviare una cogestione con l’attuale presidente espressione ed eletto dal centrodestra. Questo senza farsi condizionare dalle necessarie quanto opportune buone relazioni istituzionali, che debbono contraddistinguere i rapporti con il presidente e con l'Assemblea dei sindaci, nel pieno rispetto dei ruoli a cui sono stati chiamati il presidente e i consiglieri».

E ancora: «Il progetto politico Progressista e Riformista è stato realizzato dai partiti Pd, M5s, Sinistra Italiana, Casa Riformista + Europa, Progetto Vibo, con una ripartizione dei candidati da inserire nella lista: al Pd 4, 2 al M5s, 1 a Sinistra Italiana, 1 Casa Riformista, 1 + Europa, 1 progetto Vibo. Questa era la composizione, che ha ricevuto i voti per leggere nove consiglieri su dieci. Più volte abbiamo ribadito, come coalizione progressista e riformista, che la nostra azione politica sarebbe stata alternativa a quell’area politica di centrodestra, e che conseguentemente non avremmo accettato nessuna delega o incarichi politici dal presidente», fino a nuove elezioni.

Il percorso organizzativo

Petrolo prosegue la sua analisi: «Tutti abbiamo condiviso anche un percorso organizzativo, con l’assegnazione della presidenza delle due commissioni consiliari, inclusiva di tutte le forze politiche e i movimenti civici, e del capo gruppo consiliare. Questo era l’indirizzo, utile e necessario per avviare una nuova fase amministrativa dell’Ente Provincia che, per noi, oggi rimane quello di verifica, controllo sugli atti amministrativi e di proposta, rimanendo fuori da ogni coinvolgimento senza assunzione di deleghe assegnate dal presidente».

L’elezione del presidente e consiglio provinciale 

«Questo modo di concepire la rappresentanza, una volta eletti nelle liste dei partiti – fa rilevare Petrolo – è frutto di una legge di riforma (la numero 56 del 2014), conosciuta come legge del Rio, che ha trasformato le Province in Enti di secondo livello, cancellando l’elezione diretta del Presidente e del Consiglio provinciale. Questo avviene attraverso il voto dei consiglieri comunali e dei sindaci, eletti, molto spesso da liste civiche che non hanno nessuna configurazione politica. In questi dodici anni – sottolinea – i cittadini sono stati privati del proprio diritto di voto e non possono scegliere chi governa un ente fondamentale nella gestione delle scuole, strade, trasporti, ambiente e pianificazione territoriale. Non solo. Questa legge ha creato un vuoto partecipativo dei cittadini alla vita politica che ha indebolito e reso marginale quella legittimazione che avviene attraverso il voto popolare necessaria per dare vita a quella democrazia rappresentativa, è questo il vero motivo della scarsa partecipazione alla vita sociale e politica dei cittadini. Se poi aggiungiamo anche i continui cambi di casacca e costituzione di nuovi gruppi il risultato sarà sempre peggio».

Il segretario Petrolo scandisce: «Come Sinistra Italiana chiediamo che nel programma del centrosinistra nazionale venga inserita la riforma di questa legge, attraverso il ripristino della elezione diretta, dei consiglieri e del presidente della provincia, da parte dei cittadini. Naturalmente Sinistra Italiana continuerà a sostenere il progetto politico della coalizione. Resta inteso, tuttavia e con estrema chiarezza che chi ha assunto deleghe o incarichi dal presidente, in modo personale ed autonomo, non adeguandosi al suo partito di riferimento ed alla coalizione tutta, non può più rappresentare nel consiglio provinciale il progetto politico progressista e riformista nella provincia di Vibo Valentia».