Domenica 22 febbraio nella sala consiliare l’incontro pubblico organizzato dal gruppo Guardare al Futuro per contestare l’intervento di riqualificazione urbanistica e denunciare il mancato coinvolgimento della popolazione nel processo decisionale
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A Parghelia «non è più tempo di comunicati edulcorati né di rassicurazioni verbali». Il gruppo consiliare Guardare al Futuro annuncia così l’incontro pubblico fissato per domenica 22 febbraio 2026, alle ore 17, nell’aula consiliare, per presentare «ciò che emerge dallo studio degli atti del Cis Calabria – Svelare Bellezza».
«E no: non è l’evento del Comune. È l’opposizione che chiama la comunità a guardare dentro i documenti, senza filtri», si legge nella nota. L’obiettivo dichiarato è quello di discutere un intervento che, «per come è scritto e impostato, rischia di stravolgere l’identità materiale del centro storico più di quanto la “rigeneri”».
La linea politica viene riassunta senza sfumature: «O si difende la memoria, oppure si accetta che venga riscritta a colpi di demolizioni, texture moderne ed effetti “pixel” senza regole».
L’infografica diffusa nei giorni scorsi, spiegano i consiglieri di minoranza, «è solo un assaggio». «I dati e le criticità evidenziate non sono slogan politici, ma derivano dagli elaborati progettuali e dalle voci di computo: superfici, materiali e modalità operative che pongono interrogativi seri sul futuro del centro urbano».
Guardare al Futuro chiama in causa «la Giunta e l’intera maggioranza per una responsabilità politica piena». Vengono citati il sindaco Antonio Landro, il vicesindaco Tommaso Belvedere e l’assessore Rosy Cutuli, che «hanno guidato l’iter che ha portato questo progetto in esecuzione, mentre sul territorio venivano alimentate aspettative diverse: confronto, ascolto, possibili correzioni».
La cronologia ufficiale della gara, riportata nella nota, viene indicata come elemento centrale. «Dal portale di gara risultano pubblicazione il 29 dicembre 2025, scadenza offerte il 23 gennaio 2026, apertura delle offerte il 17 febbraio 2026». Se la presentazione pubblica arriva dopo questi passaggi, «la questione non è polemica: è istituzionale».
L’opposizione sostiene che «la cittadinanza non è stata chiamata a comprendere il progetto esecutivo né prima né dopo l’avvio della procedura» e che «il primo confronto pubblico avviene solo ora, per iniziativa dell’opposizione».
E aggiunge: «Non basta che oggi qualcuno, nella maggioranza, provi a sfilarsi con frasi del tipo “non sapevamo” o “non conoscevamo il progetto”». Per il gruppo consiliare «il nodo politico è uno solo: la fiducia concessa all’esecutivo. Senza quella, certe scelte non diventano realtà».
Nel mirino finisce anche il capogruppo di maggioranza Andrea Vallone, le cui «posizioni espresse negli ultimi mesi rendono poco credibile qualsiasi affermazione di estraneità rispetto al Cis e alla direzione intrapresa».
Il clima si è ulteriormente irrigidito dopo le dichiarazioni del sindaco, che avrebbe definito «surreali» le ricostruzioni della minoranza, parlando apertamente di «menzogne e falsità». Proprio per questo, spiegano i consiglieri, «scegliamo la strada più semplice e più scomoda: portare le carte» e «chiedere ai cittadini di giudicare con i documenti in mano, non con le etichette politiche».
Secondo l’analisi annunciata dal gruppo, «dagli elaborati si esclude qualsiasi nozione di restauro conservativo». Il progetto, sostengono, «prefigura una sostituzione estesa e invasiva di superfici e caratteri materiali», con effetti che rischiano di compromettere «in modo irreversibile l’identità storica di Parghelia».
«Sarà un incontro triste, perché racconta ciò che si sta perdendo. Ma necessario», si legge ancora. «Non siamo più nella fase delle intenzioni: siamo nel momento in cui ogni parola non scritta negli atti rischia di diventare, domani, un danno irreversibile».
La domanda finale è affidata direttamente alla cittadinanza: «Parghelia dovrà commentare lo “sventramento” a lavori conclusi? Magari con le solite frasi di rito: “non sapevo”, “non immaginavo”, “ormai è tardi”».


