Il Comune di Pizzo entra direttamente nello scontro sulla gestione e sull’utilizzo dello stadio “Vincenzo Tucci” e prova a mettere alcuni punti fermi. Dopo le ultime contestazioni dell’Asd Città di Pizzo, l’Amministrazione rivendica il proprio ruolo e chiarisce innanzitutto un principio: «Il “V. Tucci” è un bene pubblico. Non appartiene a una singola associazione, né al concessionario».

Una presa di posizione che arriva dopo settimane di polemiche tra l’Asd Città di Pizzo e l’Asd Pizzo, attuale concessionaria dell’impianto, sulle condizioni di utilizzo del campo, sulle tariffe e più in generale sulla gestione della struttura. Una contrapposizione sulla quale Palazzo San Giorgio sceglie ora di intervenire senza entrare nel merito di tutte le contestazioni incrociate.

«Il Comune non accetta ricostruzioni parziali né pressioni tramite diffide», afferma infatti l’Amministrazione, ricordando che l’impianto è attualmente affidato all’Asd Pizzo sulla base della convenzione del 24 gennaio 2024, che viene indicata come tuttora vigente. «Fino a quando quel rapporto non sarà cessato o modificato nelle forme di legge – sottolinea il Comune – l’Amministrazione ha il dovere di rispettarlo e di garantire che ogni altro utilizzo avvenga in modo formalizzato, coordinato e compatibile con la concessione».

Da qui anche la risposta alle contestazioni mosse dall’altra società sportiva. Il Comune sostiene di non aver «mai impedito alla Asd Città di Pizzo di utilizzare il campo», ma di aver chiesto che l’accesso fosse regolato attraverso «tempi, spazi e responsabilità» definiti. E precisa: «Una semplice richiesta con una proposta di 8.000 euro non genera automaticamente un diritto di accesso».

Il Comune: «Il tariffario non è un titolo di accesso»

Uno dei passaggi centrali riguarda proprio la delibera di Giunta n. 142 del 31 agosto, richiamata negli ultimi giorni dall’Asd Città di Pizzo nella disputa sulle somme richieste per l’utilizzo dello stadio.

Su questo punto Palazzo San Giorgio fornisce una lettura precisa dell’atto: «Un tariffario non è un titolo di accesso. La delibera di Giunta n. 142 del 31 agosto 2026 ha approvato solo la bozza del nuovo Regolamento e del tariffario, avviandone l’iter».

Secondo l’Amministrazione, dunque, l’approvazione della bozza non avrebbe modificato automaticamente il rapporto già esistente con il concessionario. «Nessun nuovo regolamento – viene ribadito – cancella automaticamente la concessione in essere».

Il Comune respinge così anche l’idea che l’attuale gestione della vicenda possa essere letta come una volontà di ostacolare l’attività sportiva. «Difendere le regole non è inerzia e non significa impedire lo sport. Significa impedire che un bene pubblico diventi terreno di discrezionalità privata».

Verso una nuova gara per la gestione

Lo sguardo dell’Amministrazione si sposta quindi sul futuro del Tucci. Il Comune ricorda di avere investito circa 900mila euro di risorse pubbliche per la ristrutturazione dello stadio e annuncia che proprio la delibera n. 142 contiene l’indirizzo per avviare una nuova procedura a evidenza pubblica per la gestione dell’impianto.

«La risposta dell’Amministrazione è questa: non proroghe indefinite, non rapporti privilegiati, non un sistema dove pochi decidono chi entra. Ma una gara pubblica, trasparente e aperta, con regole chiare e uguali per tutti».

È questo il punto sul quale Palazzo San Giorgio intende spostare il confronto, superando progressivamente la contrapposizione tra le società. «A Pizzo non ci sono associazioni di serie A o di serie B. Tutte hanno pari dignità, pari opportunità e devono rispettare le stesse regole».

Il Comune si dice quindi disponibile al dialogo, ma senza deroghe rispetto alle procedure: «Il “V. Tucci” deve tornare ad essere patrimonio della città, al servizio dello sport e della comunità». E conclude: «Le regole non sono un ostacolo allo sport. Sono la garanzia che lo sport sia davvero di tutti».