Arrivano oltre 27 milioni per 23 Comuni, ma il capoluogo non compare tra i beneficiari. Cuore Vibonese accusa: «Ancora una volta esclusi, avete fallito». Ma l’amministrazione comunale replica: «Soldi solo agli enti finanziariamente più deboli, nessun deficit di progettualità»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Il decreto ministeriale per la messa in sicurezza di edifici e territorio apre un nuovo fronte politico a Vibo Valentia. Nella provincia arrivano oltre 27 milioni euro per 23 Comuni e 34 interventi, destinati a opere contro il dissesto idrogeologico, alla viabilità, a ponti, viadotti ed edifici pubblici. Nel quadro calabrese, che vale complessivamente quasi 245 milioni di euro per 183 Comuni, Reggio Calabria è l’unico capoluogo di provincia presente nell’elenco dei beneficiari, con un finanziamento da 5 milioni di euro.
Il Comune di Vibo Valentia, invece, non compare tra gli enti finanziati. Da qui l’attacco del gruppo consiliare Cuore Vibonese, firmato da Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria, e la successiva replica dell’amministrazione comunale, che respinge la lettura dell’opposizione e attribuisce l’esclusione al meccanismo nazionale di riparto, non alla qualità dei progetti presentati.
L’attacco di Cuore Vibonese: «Il capoluogo resta ancora una volta fuori»
«Il Comune di Vibo Valentia - si legge nella nota del gruppo di minoranza - resta ancora una volta fuori dai finanziamenti importanti destinati alla sicurezza e alla riqualificazione del territorio. Mentre nella provincia di Vibo arrivano circa 27 milioni di euro dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del ministero dell’Interno, il capoluogo rimane incredibilmente a bocca asciutta».
Secondo Cuore Vibonese, si tratta di «un dato politico gravissimo che certifica il fallimento dell’amministrazione comunale nella capacità di intercettare risorse strategiche per la città». L’opposizione richiama anche alcune comunicazioni diffuse nei mesi scorsi, sostenendo che «avevamo assistito alla solita propaganda social di qualche assessore sprovveduto che tentava di spacciare semplici richieste di finanziamento come risultati già ottenuti».
Il riferimento è in particolare a via Terravecchia: «Tra questi casi, ricordiamo la tanto sbandierata richiesta di circa un milione di euro per via Terravecchia, presentata quasi come un finanziamento già acquisito. Ad oggi è ormai evidente che via Terravecchia non sarà interessata da alcun finanziamento, smentendo nei fatti ogni narrazione ottimistica diffusa nei mesi scorsi».
«Annunci e fotografie contro la realtà dei fatti»
La minoranza insiste sulla distanza tra comunicazione politica e risultato amministrativo: «Oggi la verità emerge in tutta la sua evidenza: quella richiesta non è stata finanziata. Ancora annunci, fotografie e post celebrativi che si scontrano con la dura realtà dei fatti».
Nel comunicato, Cuore Vibonese parla di una penalizzazione per il capoluogo: «È inaccettabile che una città capoluogo come Vibo Valentia venga sistematicamente penalizzata mentre altri territori riescono a ottenere risorse fondamentali per scuole, sicurezza e infrastrutture. Questo dimostra una totale mancanza di programmazione, visione politica e capacità amministrativa».
Il gruppo consiliare colloca la vicenda in un giudizio più ampio sull’azione amministrativa: «Una città che, paradossalmente, è passata dall’essere tra le prime in Italia per capacità di intercettare finanziamenti a ritrovarsi oggi costantemente esclusa dai principali canali di investimento: un arretramento evidente che pesa sul presente e sul futuro del territorio».
Da qui la richiesta di maggiore trasparenza: «I cittadini vibonesi meritano serietà e trasparenza, non passerelle mediatiche costruite su finanziamenti che non esistono. La città ha bisogno di amministratori capaci di portare risultati concreti, non di esperti della propaganda».
La replica del Comune: «Ricostruzioni fuorvianti»
A stretto giro arriva la replica dell’Amministrazione comunale, che interviene «in merito alle notizie diffuse sul mancato finanziamento dei progetti presentati dal Comune di Vibo Valentia nell’ambito del bando per le medie opere». Palazzo Luigi Razza afferma di ritenere «necessario chiarire alcuni aspetti fondamentali, affinché il dibattito pubblico si basi su dati oggettivi e non su ricostruzioni fuorvianti».
Il Comune respinge l’idea che l’esclusione sia collegata a carenze progettuali: «I progetti presentati da Vibo Valentia, così come quelli di molti altri Comuni della provincia, rispondevano pienamente ai criteri tecnici del bando. La mancata assegnazione dei fondi non è legata alla qualità delle proposte, né a presunte carenze progettuali o amministrative».
«Il criterio premia gli enti con maggiori difficoltà finanziarie»
Il punto centrale della replica riguarda il meccanismo di valutazione. Secondo l’amministrazione, «il criterio premia gli enti con maggiori difficoltà finanziarie, per un principio solidaristico. Vibo Valentia, grazie al percorso di risanamento avviato negli ultimi anni, presenta oggi un risultato di amministrazione più solido rispetto a molti altri Comuni».
Da qui la lettura opposta rispetto a quella dell’opposizione: «Paradossalmente, proprio questo elemento, che testimonia una gestione più virtuosa, ha determinato l’esclusione dal riparto. Non si tratta dunque di un giudizio negativo sui progetti, ma dell’applicazione di un meccanismo differente».
«Nessun finanziamento è stato perso - conclude la nota del Comune - semplicemente, il meccanismo nazionale ha privilegiato enti in condizioni finanziarie peggiori. La città di Vibo Valentia proseguirà con determinazione il percorso di risanamento e sviluppo, senza cedere a narrazioni distorte o strumentali».

