Ci mancava soltanto il testicolo del cane. Nella già coloratissima collezione di polemiche che animano il Consiglio comunale di Vibo Valentia, entra adesso anche la delicata vicenda veterinaria dell'animale domestico di Antonella Petracca. Una questione seria per la consigliera, naturalmente, ma diventata incredibilmente un nuovo capitolo della guerra politica che si combatte a Palazzo Luigi Razza. Tra video sui social, messaggi WhatsApp, telefonate senza risposta e sedute chiuse per cinque minuti di troppo, la politica vibonese sembra ormai capace di discutere animatamente di tutto, tranne che dei problemi della città. Un po’ come quei meme che mettono a confronto quello che ordini su Shein e quello che poi in realtà ricevi a casa.

L'ultimo episodio della querelle riguarda il Question Time di sabato mattina, disertato dalla stessa proponente, cioè la consigliera del Gruppo Misto, e trasformato in un caso politico dall'assessore Francesco Colelli e dal Partito democratico, che hanno denunciato l’assenza di Petracca con parole che in tempi difficili come questi si dovrebbero riservare a questioni ben più importanti: «Pagina vergognosa», «schiaffo ai cittadini», «mancanza di rispetto per le istituzioni», e così via. Petracca ha replicato nel suo stile, con un comunicato fiume (5001 battute, firma compresa) inutilmente prolisso e grondante altrettanta indignazione, accusando il presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello, di non aver tenuto conto dei suoi messaggi dove annunciava il ritardo. Iannello, a sua volta, ha controreplicato con una lunghissima e puntigliosa ricostruzione regolamentare (9.028 battute, dicasi novemila, firma inclusa). Insomma, un mare di testo che a mettere insieme tutto la domenica mattina si rischia di fare la fine del povero cane di Petracca. Ma tant’è.

Il testicolo del cane e la seduta perduta

La spiegazione della consigliera è dettagliata, fin nei particolari clinici: a impedirle di raggiungere puntualmente l'aula sarebbe stata una grave emergenza veterinaria, legata a un intervento d'urgenza «a un testicolo» del suo cane e a una successiva emorragia che avrebbe messo in pericolo la vita dell'animale.

La consigliera sostiene di aver avvertito Iannello con telefonate e messaggi WhatsApp, ma di aver trovato la seduta già chiusa al suo arrivo. «Non sono tenuto a leggere messaggi o rispondere al telefono», le avrebbe risposto il presidente, secondo la sua ricostruzione.

Petracca denuncia «due pesi e due misure»: quando è la maggioranza a tardare, sostiene, le sedute possono slittare anche di due ore. Quando invece a essere assente è lei, il regolamento diventerebbe improvvisamente inflessibile.

Nel mirino finisce anche Colelli, accusato di averla incrociata sulle scale del Municipio e di aver preferito ritirarsi in una stanza per registrare un video contro di lei. «L'Amministrazione Romeo preferisce i post sui social al confronto democratico», attacca la consigliera.

La controreplica di Iannello: «Le regole valgono per tutti»

Il presidente del Consiglio, dal canto suo, respinge ogni insinuazione. Ricorda di aver atteso un'ora oltre l'orario previsto, pur non essendovi obbligato, e precisa che la seduta è stata formalmente chiusa alle 10:05, dopo aver constatato l'assenza dell'unica firmataria delle interrogazioni.

«Dalla verifica della cronologia delle comunicazioni, sia il messaggio sia il tentativo di chiamata della consigliera Petracca sono pervenuti fuori tempo massimo», sostiene Iannello. Che aggiunge: «Non possono esistere interpretazioni di comodo, deroghe individuali o pretese di trattamento privilegiato».

Per il presidente, insomma, nessuna scorrettezza: soltanto l'applicazione del regolamento. E alle accuse risponde esprimendo «sorpresa e rammarico», contestando anche i toni che Petracca avrebbe utilizzato una volta arrivata in Municipio.

Le due ricostruzioni restano inconciliabili. Ma è difficile immaginare che, fuori dal Palazzo, la priorità dei vibonesi sia stabilire se un messaggio WhatsApp sia arrivato qualche minuto prima o dopo la chiusura di una seduta.

Ex alleati, oggi avversari: la politica dei piccoli regolamenti di conti

C'è poi un particolare che rende questa polemica ancora più stucchevole. Antonella Petracca è stata eletta con il Partito democratico e fino a pochi mesi fa faceva parte della maggioranza che sostiene il sindaco Enzo Romeo. Poi la rottura, il passaggio all'opposizione e l'approdo al Gruppo Misto. Quelli che oggi si scambiano accuse di scorrettezza istituzionale erano, fino a non molto tempo fa, compagni di viaggio politico.

La vicenda assume così anche i contorni di un regolamento di conti tra ex alleati. Il Pd e Colelli accusano Petracca di aver impegnato inutilmente la macchina comunale; lei replica accusandoli di voler sfuggire alle domande scomode. Iannello richiama il regolamento e rivendica la propria imparzialità. La nostra vicinanza al povero cane con il testicolo dolorante è sempre più evidente.

Le domande rimaste senza risposta

Eppure, in mezzo alla disputa, qualche questione concreta c'è. Petracca chiede di pubblicare le risposte ai cinque Question Time che richiama nel suo comunicato: crisi del commercio, rapporti con l'università, assenze nelle commissioni consiliari, gestione degli stalli blu e videosorveglianza. «Se avete davvero le risposte pronte e se ritenete di essere un'amministrazione capace, pubblicate integralmente le risposte», sfida la consigliera.

Ed è probabilmente questo il passaggio politicamente più interessante dell'intera vicenda. Perché le risposte a quelle domande, indipendentemente da chi le abbia formulate e dal Question Time disertato, riguardano la città e meritano di essere conosciute.

Ma a Vibo la maggioranza continua a fare i conti con le proprie tensioni interne, mentre la dialettica con l’opposizione somiglia sempre più a una successione di ripicche incrociate. Una politica ripiegata su se stessa, che impiega molte energie per spiegare chi ha torto e chi ha ragione, e decisamente meno per mostrare cosa sta facendo.

Il cane di Petracca, naturalmente, merita ogni augurio di pronta guarigione. Quanto alla politica vibonese, la prognosi appare più complicata e per migliorarla non basteranno altre lenzuolate stampa o video su Facebook.