Multe e senso civico, la doppia morale vibonese

La nostra inciviltà non può e non deve essere da intralcio ali altri cittadini. Una maggiore attenzione alle regole e quattro passi in più, oltre a farci bene alla salute ed al portafoglio, renderebbero la città più vivibile e civile.

La nostra inciviltà non può e non deve essere da intralcio ali altri cittadini. Una maggiore attenzione alle regole e quattro passi in più, oltre a farci bene alla salute ed al portafoglio, renderebbero la città più vivibile e civile.

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

La solita doppia morale italiana, e vibonese nella fattispecie, se da un lato ci fa protendere e richiedere rigore nella gestione della cosa pubblica alla nuova Amministrazione eletta, nel momento in cui noi stessi siamo colpiti da quello stesso rigore invocato, inneggiamo all’ingiustizia e alle misure draconiane introdotte dalla nuova Amministrazione.

Informazione pubblicitaria

Le centinaia di multe comminate a quei “tamarri” e “vastasi” che parcheggiano in seconda e terza fila, bloccando il traffico e creando ingorghi nelle principali e più trafficate vie cittadine hanno sollevato un vespaio di polemiche, guarda un po’ che casualità! Da parte mia bisogna insistere ulteriormente per far passare la voglia anche solo di poter pensare di parcheggiare in seconda e terza fila, perché il vibonese lo redimi e lo educhi solo se lo colpisci nel bene più caro: il portafoglio.
Il problema dei parcheggi è conseguenza di una mancanza di piano regolatore con visione del futuro, del cambiamento di destinazione d’uso di centinaia di pertinenze e garage già esistenti in più profittevoli e remunerativi negozi (come dire, pretendere “a gutti chijna e a mugghijeri ‘mbriaca”), la mancanza di un piano organico del commercio che preveda una migliore distribuzione delle attività commerciali, la jattura di un proliferare di palazzinari che negli anni hanno costruito senza criterio e senza prevedere aree destinate a parcheggio o ad attività di pubblico servizio, poco remunerative ai fini speculativi, un piano del traffico che necessita di profonde revisioni, ed in ultimo, ma non ultima, la “vacabunderia” cronica del vibonese medio che se non parcheggia di fronte all’attività commerciale gli cala la “guallara” e sporca le scarpe buone ancora da pagare.

Il “modus pensandi” dell’italiano medio, e del vibonese nella fattispecie, pensa che insediare una nuova Amministrazione comunale significhi che in un battibaleno vengano risolti problemi annosi e di difficile gestione, soprattutto a forzieri vacanti. Costa oggi è il bersaglio delle ire di quei cittadini-utenti automobilisti che solo per quella volta in cui sono stati multati sono stati cattivi, ma fosse stato Lo Schiavo, Pasqua, Bevilacqua o D’Agostino sarebbe stato lo stesso. Ci dobbiamo mettere in testa che il nostro egoismo e la nostra inciviltà non debbano essere da intralcio e da nocumento agli altri cittadini, un maggiore senso civico e quattro passi in più, oltre a farci bene alla salute ed al portafoglio, renderebbero la città più vivibile e civile. I nuovi parcheggi hanno bisogno di tempo e di una lunga pianificazione, prossimamente sappiamo che una scala mobile collegherà la stazione autobus quasi al centro cittadino, ci sarà quindi disponibilità di parcheggi a “sudore zero” per i pigri dello “shopping con parcheggio vista cassa”.

Continui così sindaco Costa, bastonare e colpire la maleducazione e l’inciviltà, solo un sano rigore riuscirà a rimettere in riga una città per troppi decenni lasciata all’anarchia, all’inciviltà, all’incuria e all’impunità. Dopo le macchine sarebbe utile mettere mano anche a tutti quegli abusi edilizi, a quelle coperture fantasiose, a quelle stanze in più, a quelle pinnate e quei giardini, a quelle recinzioni che in ogni dove limitano lo spazio pubblico, la visuale a danno e nocumento di singoli cittadini o della collettività tutta. Bravo sindaco Costa, la gente per bene è con Lei, anche dovesse incorrere in una multa.