Aggressione ai sanitari del 118 di Vibo, la Cisl chiede un tavolo tecnico

Dopo il caso di Dasà, il sindacato vuol incontrare il prefetto e i vertici dell’Azienda sanitaria. Solidarietà alle vittime del pestaggio

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Dopo il caso di Dasà, il sindacato vuol incontrare il prefetto e i vertici dell’Azienda sanitaria. Solidarietà alle vittime del pestaggio

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Esprime solidarietà al dott. Roque Pugliese ed all’infermiere Vincenzo Bellissimo del Suem 118, la Cisl Medici calabrese per l’aggressione subita a seguito di un trattamento sanitario obbligatorio nel comune di Dasà. Lo fa attraverso una nota del segretario regionale, Nino Accorinti. “Ormai non si fermano i casi di aggressione in Italia per il personale che opera nel sistema di emergenza-urgenza territoriale, il 118, che costituisce l’iniziale ed indispensabile servizio nella catena che comincia dal primo soccorso del paziente e termina in Pronto soccorso, 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Infatti, da nord a sud, i medici risultano maggiormente esposti ad atti di aggressione presso gli ambulatori, nelle guardie mediche, nei pronto soccorso o durante i servizi di emergenza notturni a domicilio. Una escalation inaccettabile. Purtroppo – continua la Cisl Medici – viviamo in una situazione ambientale che propende a sminuire, tesa ad assolvere o peggio incapace di riconoscere certi abusi e violenze, espressione di un degrado umano e sociale. L’invito è a non minimizzare. Infatti, il primo capitale delle istituzioni è quello umano: le donne medico sono particolarmente a rischio mentre il personale infermieristico è più vessato perché più frequentemente a contatto con i pazienti. Certamente alcune situazioni sono la conseguenza di una inaccettabile carenza di risorse umane e di mezzi che rendono il personale sanitario più facile bersaglio di un sistema che non regge più la richiesta di salute. Questa escalation di avvenimenti ha indotto la Cisl Medici a livello nazionale a chiedere un tavolo permanente per quanto riguarda la sicurezza sui posti di lavoro che il ministro della Salute ha accettato. Ma è a livello territoriale che bisogna sensibilizzare le istituzioni. Non è più tempo di parole ma di fatti. Occorre dare risposte risolutive ad un fenomeno, quello delle aggressioni, ormai diventate all’ordine del giorno.  Pertanto la Cisl Medici ritiene non più procrastinabile un tavolo tecnico sulla materia tra i sindacati ed i direttori generali delle Asp per la stipula di accordi di cooperazione con le varie istituzioni che partecipano, anche se indirettamente, nel processo del fenomeno: forze dell’ordine, ispettorato del lavoro, servizi di vigilanza, ecc. L’episodio successo a Dasà, nel Vibonese, nei giorni scorsi si poteva sicuramente prevenire se fossero intervenuti i servizi territoriali competenti e le forze dell’ordine allertate anticipatamente. Per tali motivi, la Cisl Medici ha richiesto un incontro urgente con il prefetto e l’Azienda sanitaria allo scopo di affrontare le problematiche evidenziate e trovare insieme soluzioni percorribili con l’intento di garantire un servizio di emergenza urgenza ottimale e la massima sicurezza per il personale sanitario”.

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