martedì,Giugno 18 2024

Sanità, il commissario dell’Asp di Vibo apre ai sindaci e li invita a lavorare nell’unità

Al centro della riunione la situazione delle 39 postazioni di Guardie mediche nel Vibonese che contano su 47 titolari e 81 trimestrali

Sanità, il commissario dell’Asp di Vibo apre ai sindaci e li invita a lavorare nell’unità
L'incontro a Vibo

Tornerà a riunirsi il 2 febbraio prossimo la Conferenza dei sindaci del Vibonese convocata ieri per fare il punto in particolare sulla situazione delle Guardie mediche nel Vibonese dopo l’aggressione alla dottoressa Lucia Farfaglia e all’infermiere Vincenzo Caruso, sindaco di Pizzoni. E’ stato il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, nella sua veste di presidente, a convocare la Conferenza dei sindaci a “palazzo Luigi Razza” che si è quindi ritrovata a accanto il commissario dell’Asp Antonio Battistini, il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera Luigi Mandia, il dottore Raffaele Bava (responsabile del distretto sanitario), il presidente dell’Ordine dei medici Antonio Maglia e il responsabile regionale di Federsanità Giuseppe Varacalli. Nel corso dell’incontro sono emersi dati che destano una certa preoccupazione ed a parlare sono i numeri: 39 le postazioni di Guardie mediche attive nel Vibonese con 47 medici titolari e 81 trimestrali per una spesa di due milioni di euro all’anno. L’Asp non è intenzionata a chiuderne alcuna ma mira a varare le Case di comunità e a potenziare Uccp e Aft. Dal canto loro, i sindaci hanno ieri ribadito di voler partecipare attivamente alle scelte che interessano il destino delle Guardie mediche. Al tempo stesso è stata espressa da tutti i presenti piena solidarietà all’infermiere Vincenzo Caruso e alla dottoressa Lucia Farfaglia, quest’ultima ancora scossa per l’aggressione subita a Soriano. Il commissario Battistini è stato chiaro, invitando i sindaci ad aiutarlo nel far comprendere ai cittadini che le Guardie mediche non sono i luoghi adatti ad affrontare le emergenze gravi ma solo dei posti dove trova continuità il lavoro già avviato e seguito dai medici di base. Una sfida che «si vince o si perde tutti assieme – ha  spiegato Battistini – e proprio insieme ai sindaci dobbiamo tracciare la strada per fornire un servizio migliore».

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