sabato,Luglio 13 2024

Casa di Comunità hub a Nicotera: disco verde per l’approvazione del progetto definitivo

Il modello organizzativo prevede la presenza medica h24 e sette giorni su sette anche attraverso l'integrazione della continuità assistenziale. Ecco quali servizi saranno obbligatoriamente erogati

Casa di Comunità hub a Nicotera: disco verde per l’approvazione del progetto definitivo
L'ospedale di Nicotera, sede anche della Guardia medica
L’ospedale di Nicotera

La realizzazione di una Casa di Comunità hub a Nicotera, centro costiero particolarmente “claudicante” in relazione ai servizi sanitari erogati, è allo step dell’approvazione del progetto definitivo per un totale generale di euro 1.853.678,75. E’ infatti avvenuta, da parte dell’Azienda sanitaria di Vibo, la validazione del progetto. Obiettivo della realizzazione della sopracitata opera presso la struttura sanitaria di Nicotera in via Filippella, è potenziare e sviluppare l’assistenza sanitaria territoriale attraverso nuovi modelli organizzativi, come appunto quelli pensati per la Casa di Comunità, ridefinendo le funzioni e il coordinamento delle realtà già presenti nel territorio. La Casa della Comunità prevede un modello di intervento multidisciplinare e al suo interno si troveranno équipe multiprofessionali composte da medici di Medicina Generale, Pediatri di libera scelta, specialisti Ambulatoriali, infermieri e psicologi. Questo modello organizzativo (CdC) prevede la presenza medica h24 – 7 giorni su 7 anche attraverso l’integrazione della continuità assistenziale; la presenza infermieristica h12 – 7 giorni su 7; una équipe multiprofessionale (medico di Medicina Generale, PLS, continuità assistenziale, specialisti ambulatoriali interni e dipendenti, infermieri e altre figure sanitarie e socio sanitarie).

I servizi obbligatoriamente erogati dalle Case di Comunità hub sono: servizi di cure primarie, di assistenza domiciliare, di specialistica ambulatoriale per le patologie ad elevata prevalenza (cardiologia, diabetologia, pneumologia, ecc.), Punto prelievi, servizi infermieristici, sistema integrato di prenotazione collegato al Cup aziendale, integrazione con i servizi sociali, continuità assistenziale, servizi diagnostici di base (ad esempio ecografia, Ecg, spirometria, tomografia ottica computerizzata (Oct), retinografia, ecc). Sono invece facoltativi: servizi per la salute mentale, le dipendenze patologiche e la neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza, attività consultoriali, programmi di screening, attività di profilassi vaccinale e Medicina dello Sport. Tale modello organizzativo proposto dal Ministero della Salute è dunque volto a garantire: l’accesso unitario e integrato all’assistenza sanitaria in un luogo di prossimità, ben identificabile e facilmente raggiungibile dalla popolazione di riferimento; la risposta e la garanzia di accesso unitario ai servizi sanitari attraverso le funzioni di assistenza al pubblico e di supporto amministrativo – organizzativo ai pazienti svolte dal Pua (Punto unico di accesso); la prevenzione e la promozione della salute anche attraverso interventi realizzati dall’equipè sanitaria con il coordinamento del Dipartimento di Prevenzione e Sanità pubblica aziendale; la presa in carico della cronicità e fragilità secondo il modello della sanità di iniziativa; la valutazione del bisogno della persona e l’accompagnamento alla risposta più appropriata; la risposta alla domanda di salute della popolazione e la garanzia dell’assistenza anche attraverso il coordinamento con i servizi sanitari territoriali e l’attivazione di percorsi di cura multidisciplinari che prevedono l’integrazione tra servizi sanitari, ospedalieri e territoriali, e tra servizi sanitari e sociali.

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