sabato,Luglio 13 2024

Il medico non parla (bene) italiano, il pc non c’è e all’ufficio ticket accettano solo contanti: l’odissea di una paziente vibonese

La lettera-denuncia che racconta di un lungo pellegrinaggio tra Vibo, Serra e Soriano costellato di piccoli e grandi disservizi che compromettono la qualità del servizio sanitario

Il medico non parla (bene) italiano, il pc non c’è e all’ufficio ticket accettano solo contanti: l’odissea di una paziente vibonese

Non ci sono solo liste d’attesa, i reparti chiusi o ridimensionati per far quadrare i conti, gli ospedali di periferia ridotti a scalcinati ambulatori e quelli da costruire che ancora languono tra promesse politiche e rendering progettuali. I pazienti devono affrontare anche un mostro silenzioso e indolente che si può nascondere dietro ogni porta con su scritto “bussare” o dietro ogni sportello: la burocrazia. Nella lettera che riceviamo e pubblichiamo, un lettore si rivolge a Il Vibonese per raccontare una storia di ordinari disservizi, granelli di sabbia che però finiscono per bloccare un meccanismo da cui dipende la salute e la qualità della vita dei cittadini.

La lettera

Gentile Direttore, con la presente mi vedo costretto a segnalare un comportamento che va oltre l’immaginabile. Non è mia consuetudine lamentarmi per ogni disservizio; il tempo mi ha insegnato che spesso lamentarsi non risolve i problemi, anzi, si rischia di essere etichettati come persone esigenti. Tuttavia, il mio spirito di adattamento, che mi ha sempre permesso di sopravvivere anche alle situazioni più estreme, non può accettare quanto accaduto recentemente in merito ad alcuni accertamenti sanitari riguardanti mia moglie.

Premetto che mia moglie, per le patologie di cui soffre, ha diversi codici di esenzione, tra cui il codice oncologico 048. Durante i vari controlli preventivi e gli esami di routine, è emersa la necessità di effettuare vari esami radiologici con mezzo di contrasto. Dopo l’esame, ci è stato rilasciato un codice di accesso per scaricare i risultati in formato digitale. La procedura per accedere alla piattaforma è stata piuttosto complicata, ma dopo vari tentativi siamo riusciti a ottenere i file e a inserirli in un hard disk portatile, per presentarli durante le visite specialistiche richieste dall’oncologo.

La prima visita chirurgica si è svolta presso l’ospedale di Serra. Dopo un’ora di viaggio, abbiamo dovuto regolarizzare l’impegnativa presso lo sportello ticket. L’operatore ci ha comunicato che, a causa di problemi tecnici che durano da più di un anno, non era possibile effettuare il pagamento con carta. Non avendo contanti, siamo dovuti andare a prelevare presso uno sportello bancomat. Ottenuta l’autorizzazione, siamo finalmente arrivati in ambulatorio dove abbiamo incontrato il medico specialista. Non voglio apparire razzista, ma la comunicazione con il medico è stata compromessa da evidenti difficoltà linguistiche, creando un quadro fortemente deficitario.

Nonostante diversi tentativi di convincere il Dirigente Medico a visionare gli esami in formato digitale forniti dalla Asp di Vibo Valentia, ci siamo sentiti dire che lo studio non era dotato di computer. Dopo mezz’ora di ricerca, il Dirigente Medico è riuscito a trovare un dispositivo per visualizzare gli esami. Tuttavia, il referto della visita era incredibilmente incompleto: firma, data, nome del paziente e una semplice prescrizione per un esame senza alcun riferimento alla patologia o descrizione della visita. Alla richiesta della prescrizione, il medico ha risposto che non aveva il blocchetto delle ricette né un computer per fare una ricetta bianca.

Due giorni dopo, ci siamo recati presso l’ospedale di Soriano per un’altra visita specialistica. Qui abbiamo assistito allo sfogo del medico, che si lamentava di essere spostato continuamente da uno studio all’altro. Sebbene in questo studio fosse presente un computer, non aveva l’applicazione necessaria per leggere il referto digitale. Fortunatamente, avevo portato con me il mio dispositivo, permettendo al medico di visualizzare finalmente gli esami.

Questa situazione è inaccettabile. Mi rivolgo al Direttore Generale e al Commissario dell’Asp affinché prendano atto delle difficoltà causate dalla mancanza di strumenti adeguati per visualizzare gli esami digitali, costringendo i pazienti a subire disagi inutili. Molte persone non possiedono i mezzi tecnologici o le competenze per seguire questa modernità inefficiente. Prima di imporre innovazioni, è necessario verificare che ci siano le condizioni adeguate per fare questo salto di qualità, altrimenti si rischia solo di peggiorare la situazione, soprattutto per le persone malate.

Ringrazio la redazione de “Il Vibonese” per lo spazio concessomi per denunciare, con forza e convinzione, il degrado organizzativo causato da scelte inadeguate di dirigenti che probabilmente prendono decisioni senza lasciare le comode e costose poltrone assegnate dalla politica di turno, ignorando merito e competenza che farebbero la differenza se i posti fossero assegnati tramite pubblico concorso».

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