giovedì,Luglio 29 2021

Sanità: Vibo Marina e i centri della costa senza mezzi di primo soccorso

Dopo il decesso in mare di una 78enne si ripropone la necessità di garantire pronti interventi per i casi di emergenza ed urgenza. La denuncia di chi era presente alla tragedia

Sanità: Vibo Marina e i centri della costa senza mezzi di primo soccorso
Il porto di Vibo Marina

Dopo la recente morte in spiaggia di una turista a Vibo Marina, si ripropone l’esigenza di dislocare, almeno per i mesi estivi, un’ambulanza nel territorio costiero vibonese che garantisca sicurezza e interventi per i casi di emergenza e urgenza. Un’esigenza spesso evidenziata da più parti ma sempre disattesa, al punto che nella delibera n. 94 del commissario ad acta sulla riorganizzazione della rete di emergenza-urgenza nell’ambito dell’Asp di Vibo Valentia, essa viene completamente ignorata.

Eppure, più che mai in questa estate segnata dall’emergenza Covid, in cui la costa vibonese dovrebbe offrire tutti i servizi necessari a chi decide di trascorrere le ferie in questo territorio, niente è stato fatto per venire incontro alle esigenze del territorio e ci si trova invece con una totale carenza di mezzi e strutture per affrontare adeguatamente l’emergenza-urgenza, considerando che la postazione ospedaliera da cui parte l’ambulanza deve percorrere, in periodo estivo, uno dei tratti più trafficati della costa. In un quadro del genere, l’assenza di un’ambulanza in questi mesi è davvero inconcepibile. Una buona gestione delle dotazioni in capo all’Asp dovrebbe prevedere l’ottimizzazione delle risorse in base alle necessità del territorio e le istituzioni hanno il dovere di garantire soprattutto i servizi legati alla sicurezza sanitaria. E’ un’estate particolare, dove la salute dei cittadini è insidiata da tanti fattori, per cui diventa ineludibile la necessità di attivare un servizio Suem 118 a Vibo Marina, centro in cui non esiste neanche un poliambulatorio socio-sanitario, una macroscopica assenza che rende sempre più difficile il vivere e sempre più facile il morire. Un provvidenziale e tempestivo intervento spesso può infatti servire a salvare una vita. Si tratta di una necessità davvero fondamentale per il territorio, giustificata dalla notevole estensione dello stesso, dal numero dei residenti (circa 10.000), dagli interventi di soccorso effettuati durante l’arco dell’anno nonché dalle difficoltà di natura viaria che caratterizzano i collegamenti con il centro ospedaliero di Vibo.

Una necessità che non sfugge neanche a chi si trova solo in vacanza, come la ragazza che, presente alla tragedia, in una sua riflessione sui social, scrive: “Spero che queste mie righe riescano a fare tanto rumore, perché io andrò via, fortunata come tanti, dove il sistema sanitario funziona molto bene, ma qui ci resta mia madre, mio padre e tanti familiari a cui voglio bene e troverei ingiusto che, magari per un infarto o per un malore, dovesse rimanere quella voce dentro di me, dubbiosa, chiedendosi: “e se i soccorsi fossero arrivati prima?, prima dei 15 minuti minimo che impiega il mezzo più veloce per percorrere la tratta Vibo–Vibo Marina, prima dei 30/40 minuti che sono serviti per avere un defibrillatore.” Io non ti avevo mai vista prima, ti ricordo così, con la schiuma alla bocca, ma quello che voglio è che ci sia, a partire da domani stesso, un’ambulanza a Vibo Marina. A chi dobbiamo chiedere?”

Altri territori recentemente sono riusciti a veder riconosciute le loro giuste esigenze anche grazie all’impegno degli amministratori locali, lo stesso impegno che i cittadini delle frazioni costiere chiedono da anni ai loro rappresentanti.

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