Covid nel Vibonese, il prefetto: «Responsabilità, no allarmismi» – Video

Conferenza stampa dopo gli ultimi casi. Attenzione massima per i ricevimenti nuziali e per il rispetto dei protocolli di prevenzione
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All’indomani della chiusura delle scuole per sospetto Covid e dopo i due focolai di Stefanaconi e San Costantino, il prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito, convoca la stampa per tranquillizzare la popolazione ma allo stesso tempo per invitare a non abbassare la guardia: «Bisogna tornare al sano timore dei mesi scorsi, quando la popolazione vibonese si è distinta per senso di responsabilità. Comportamenti che hanno permesso di contenere il diffondersi del virus». 

Accanto al massimo rappresentante istituzionale del Governo c’è il sindaco della città capoluogo Maria Limardo, quindi Salvatore Solano, primo cittadino di Stefanaconi, il paese uscito poche ore fa dalla zona rossa per un focolaio che per una settimana ha tenuto col fiato sospeso l’intera comunità. Ci sono anche i responsabili del Dipartimento prevenzione dell’Asp, Giuseppe Rodolico e Antonino Restuccia.

E sono stati proprio i due medici dell’Azienda sanitaria provinciale a prendere una netta posizione su ciò che è avvenuto in alcuni istituti, dove i presidi per un «eccesso di zelo» hanno chiuso le scuole. «Una decisione che non trova giustificazione – ha detto Restuccia – perché solo il Dipartimento di prevenzione può decidere di chiudere le scuole». 

L’allarmismo e la preoccupazione che si sono registrati nelle scuole ha convinto l’Asp ad emettere un documento che sarà consegnato ai dirigenti scolastici con «delle linee guida sui comportamenti da adottare nel caso in cui un soggetto sia venuto a contatto con una persona risultata positiva al Covid». Lo stesso medico ha aggiunto: «Non possiamo passare l’inverno a chiudere e riaprire le scuole».

Da parte sua il prefetto ha lanciato un monito ai ragazzi «che all’uscita delle scuole si abbracciano, si baciano e spesso non indossano la mascherina». Sulle cause dei focolai il prefetto non ha dubbi: «una parte di essi deriva dai matrimoni. In alcuni casi con 250 invitati. Non possiamo impedirli, ma possiamo invitare tutti al senso di responsabilità. A limitare il numero degli invitati. Il virus è invisibile e circola tra di noi». Fino ad oggi la provincia di Vibo ha retto bene il colpo, ma se dovessero scoppiare altri focolai si complicherebbe tutto.

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