Il personale del 118 di Vibo Valentia interviene pubblicamente sulle dimissioni del direttore Francesco Andreacchi, affidando a una nota un messaggio che unisce riconoscenza e forte preoccupazione per il futuro del servizio. Un documento che fotografa lo stato d’animo degli operatori e rilancia un appello diretto alle istituzioni competenti: «Abbiamo appreso con profondo sconcerto e un sincero senso di smarrimento la decisione del nostro Direttore, Francesco Andreacchi, di rassegnare le dimissioni».

«Per noi del 118, il Direttore Andreacchi non è stato solo un vertice amministrativo. È l’uomo che abbiamo visto lottare in prima linea per far nascere questo servizio, colui che ci ha trasmesso non solo le competenze tecniche, ma la “fame” di eccellenza e la passione necessaria per svolgere un lavoro delicato come il nostro. Sotto la sua guida, il 118 è diventato un punto di riferimento, un servizio d’eccellenza costruito con sacrifici che solo chi vive la strada e l’emergenza può comprendere fino in fondo», proseguono gli operatori del 118.

«Senza entrare nel merito delle dinamiche interne che hanno portato a questa sofferta decisione, e senza voler alimentare sterili polemiche di cui il nostro servizio non ha bisogno, non possiamo però tacere la nostra preoccupazione», si legge ancora nella nota.

«Al Direttore va il nostro ringraziamento per aver creduto in noi e per aver difeso l’integrità del servizio in ogni sede», continuano gli operatori. «Temiamo, tuttavia, che l’addio di una figura così centrale possa compromettere il percorso di crescita intrapreso e la stabilità di un sistema che richiede una guida ferma e appassionata», prosegue la nota del personale.

«Ci rivolgiamo a chi di competenza, ai vertici aziendali e alle autorità preposte, affinché non si resti indifferenti di fronte a questa perdita professionale e umana. Chiediamo un intervento concreto, un segnale di apertura che possa portare il Direttore Andreacchi a riconsiderare i suoi passi», si legge ancora.

«Il 118 ha bisogno della sua visione e della sua determinazione. Noi siamo pronti a continuare il nostro lavoro, ma chiediamo che non venga smantellato il patrimonio di valori e di competenza che abbiamo costruito insieme a lui», concludono gli operatori e il personale del Servizio 118.