Il nuovo piano regionale per la rete dell'emergenza-urgenza riaccende il dibattito sulla sanità nel Vibonese. Il Comitato Costa degli Dei per l'ospedale di Tropea denuncia l'esclusione dell'Emodinamica dell'ospedale Jazzolino dalla rete per il trattamento dell'infarto, chiedendo una mobilitazione istituzionale e la convocazione urgente della Conferenza dei sindaci.

In particolare, il Comitato scrive: «La Giunta Regionale della Calabria ha approvato il nuovo piano per le reti dell'emergenza-urgenza, stimando la necessità di sette laboratori di emodinamica operativi h24 in tutta la regione per il trattamento dell'infarto e delle emergenze cardiologiche. L’Emodinamica all'Ospedale di Vibo Valentia non risulta, tuttavia, inserita nella Rete Sca (Sindrome coronarica acuta), nonostante sia espressamente prevista nella Programmazione della Rete Ospedaliera. È una decisione che certifica una sconfitta pesante per i cittadini della provincia di Vibo Valentia e chiama in causa responsabilità istituzionali ben precise».

Il sodalizio civico rimarca: «La mancata implementazione dell'emodinamica comporta che, in caso di infarto acuto, i pazienti del vibonese continueranno a dover essere trasferiti verso altri ospedali per essere sottoposti a una procedura tempo-dipendente, con inevitabili ripercussioni sui tempi di trattamento. Le conseguenze di questa scelta saranno gravi ed eclatanti. La logica del piano di rientro sanitario calabrese e dei tagli ai servizi pubblici per favorire le attività sanitarie private continua a essere scaricata, soprattutto, sui territori più deboli».

A giudizio del Comitato «sarebbe fondamentale, adesso, che la Conferenza dei sindaci della Provincia di Vibo Valentia venga convocata con urgenza, per affrontare la vicenda e assumere una posizione unitaria, facendosi promotrice di un'iniziativa istituzionale forte nei confronti della Regione Calabria. Rimarchiamo la necessità di fare rete con pazienti, operatori sanitari e cittadini al fine di rilanciare le battaglie per la sanità pubblica a partire dall’autunno. L’espressione di una forte volontà popolare di affermazione e difesa dei diritti fondamentali – concludono gli attivisti - non può e non deve rimanere inascoltata».