venerdì,Dicembre 3 2021

Educatori professionali, Mignolo (“Io Autentico”) attacca il Comune di Vibo: «Ignorate famiglie e scuole»

Il presidente dell’associazione mette sotto accusa l’atto della dirigente che ha affidato l’incarico ai professionisti che dovranno favorire l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili

Educatori professionali, Mignolo (“Io Autentico”) attacca il Comune di Vibo: «Ignorate famiglie e scuole»

Finisce sotto accusa il conferimento dell’incarico da parte del Comune di Vibo Valentia ai dieci Educatori professionali, i quali devono favorire l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili residenti e frequentanti le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado del Comune di Vibo Valentia. Meglio: in particolare, è la determina – con la quale è stato formalizzato l’incarico ai professionisti che hanno già preso servizio nelle scuole che hanno fatto richiesta al Comune di integrazione scolastica – predisposta dalla dirigente di settore di Palazzo Luigi Razza Adriana Teti ad essere messa sul banco degli imputati. A farlo è Enrico Mignolo, presidente provinciale dell’associazione “Io Autentico”. Secondo quest’ultimo, infatti, l’amministrazione del capoluogo non avrebbe agito in modo corretto, non avrebbe seguito quanto previsto dalle direttive emanate dalla Regione Calabria. «È evidente – tuona in proposito Mignolo – che il Comune di Vibo Valentia intenda proseguire in modalità differente. Non ci stupiamo perché non sarebbe ormai più la prima volta. “Io Autentico” contesta fortemente la determinazione 1.329 del 13 ottobre scorso adottata dalla dirigente Teti, evidentemente scavalcando anche gli organi di indirizzo politico, in merito alla dovuta prodromica adozione di uno specifico atto di programmazione dettagliata delle attività, da concordare con le associazioni di familiari e con le scuole». [Continua in basso]

La normativa ignorata e le sollecitazioni

La cittadella regionale

Il responsabile dell’associazione, impegnata soprattutto nel capo dell’autismo, chiarisce che «con la delibera della giunta regionale numero 362 del 30 settembre scorso, la Regione ha adottato il Piano regionale per il diritto allo Studio 2021-2022 prevedendo, oltre al finanziamento a favore degli enti locali di 4,5 milioni di euro, specifiche linee di indirizzo cui i Comuni devono attenersi per la realizzazione di veri e propri Patti educativi di comunità, favorendo  – viene annotato – con priorità gli interventi di integrazione scolastica attraverso la figura specializzata degli Assistenti all’autonomia ed alla comunicazione soprattutto per i casi di disabilità gravi».

E proprio il 15 ottobre – ricorda sempre Mignolo – «questa associazione ha inviato specifica Pec in merito, richiedendo al Comune di provvedere ad adeguarsi al dettato procedurale attentamente costruito dall’assessorato all’Istruzione della Regione Calabria per garantire il diritto allo studio delle persone con disabilità di questo Comune. E, ancora, proprio il 13 ottobre, il medesimo in cui è stata adottata la determina, Io Autentico ha sollecitato il Comune, nella persona del dirigente e degli assessori competenti, a provvedere nell’immediato alla costituzione del tavolo tecnico per la realizzazione, altrettanto immediata, degli interventi del Patto educativo di comunità, con riferimento specifico – spiega il presidente – alla fornitura di Assistenti all’autonomia ed alla comunicazione specializzati sulle singole condizioni di disabilità e funzionamento degli alunni». [Continua in basso]

Qualche interrogativo

Se, dunque, «è vero che la determina 1.329 ha previsto l’attivazione (tardiva rispetto all’inizio dell’anno scolastico), ci si chiede quale sia stato il criterio di selezione delle professionalità da affiancare agli alunni con disabilità di questo Comune. Perché la determina non ha rispettato il contenuto della delibera numero 362 del 30 settembre scorso cui i Comuni devono obbligatoriamente fare riferimento per l’organizzazione dei servizi tramite il Patto educativo di comunità?». E ancora: «Perché – si chiede Mignolo – non è stata preordinatamente valutata la coerenza dei profili professionali (soprattutto in termini di esperienze e non solo di titoli) con i profili di funzionamento dei singoli alunni con disabilità di questo comune che frequentano i cinque istituti scolastici di primo e secondo grado di questa città?». E poi: «Se è vero che esiste il servizio di Assistenza sociale professionale in questo Comune, capofila d’Ambito Territoriale di Vibo Valentia, si è provveduto all’analisi dei fabbisogni specifici di autonomia e comunicazione di ogni singolo studente partecipando ai gruppi Gio e Glh (Gruppi di studio e di lavoro specifici, ndr) nel corso del tempo? Anche eventualmente all’interno dei più allargati Progetti di Vita?».

Disabilità gravi

Nel caso specifico degli autismi, disabilità complesse, trasversali e gravi, l’adozione di una determina che – attacca Mignolo –  «snobba di fatto le indicazioni regionali, costringendo le famiglie a doversi accontentare di ciò che passa il convento senza che questo stesso “convento” Comune abbia neanche valutato, a quale integrazione scolastica ci si vuole riferire? Sono numerose le famiglie che, sin dal primo giorno, il 12 ottobre, hanno prodotto reclamo al Comune di Vibo Valentia, mettendo a conoscenza questa associazione, senza avere alcuna risposta da parte dell’Ente. È evidente – questa l’amara conclusione del presidente provinciale – che non sia chiaro a tutti che nel caso delle disabilità gravi, ci sono due alternative: fare bene, rispettando le norme e le indicazioni regionali e il dovuto coinvolgimento delle famiglie. Oppure fare male».

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