lunedì,Aprile 15 2024

Cosenza ospiterà la personale del fotografo vibonese Raffaele Montepaone

Al centro la forza e la forza e la bellezza dei centenari calabresi. L'esposizione, a cura di Melissa Acquesta, storico dell'arte. Si terrà nella sede della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio

Cosenza ospiterà la personale del fotografo vibonese Raffaele Montepaone
Foto realizzata dal fotografo vibonese Raffaele Montepaone
Il fotografo vibonese Raffaele Montepaone

Cosenza ospiterà la personale di Raffaele Montepaone, fotografo di origini vibonesi. La mostra è a cura di Melissa Acquesta, storico dell’arte, art strategist e curatore indipendente. L’iniziativa – riferisce un comunicato stampa – è allestita presso la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, in Piazza dei Valdesi, che aderisce, con questa esposizione, alla diciottesima Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci – Associazione dei Musei d’arte contemporanei italiani, l’8 ottobre. Di Montepaone scrivono autorevoli testate internazionali elogiando “Life”, il progetto che il giovane artista ha avviato nel 2007 con il primo scatto a Stilo, piccolo borgo dell’entroterra jonico reggino, dove comincia la sua ricerca socio antropologica.

Volti e mani negli scatti di Montepaone

Il progetto si compone di due serie di opere faces ed hands, di cui a Cosenza è in mostra una miscellanea. “Volti e Mani” solcate dal tempo e dalla fatica, vecchi abitanti di paesi abbandonati che sembrano immersi in un passato immemorabile sono i soggetti che affascinano l’artista e che rappresentano per lui la vera bellezza. Colmi di dignità e vitalità nonostante l’usura del tempo sono i centenari calabresi rappresentati con una personalissima chiave di lettura monocromatica, così, benché nell’opera manchi totalmente l’ambientazione, l’osservatore è in grado di percepirla e respirarla.

Ascesi a figure mitologiche queste immagini raccontano un passato ormai quasi storicizzato se contiamo il tempo con la velocità del nostro presente, “Life” – si legge infine nella nota- non si limita ad una mera immagine bozzettistica degli anziani di Calabria ma fa emergere tutto il pathos di una vita fatta di fatiche e sofferenze ma nello stesso tempo ricca di dignità e decoro.

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