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Vibo, Palazzo Gagliardi-De Riso diventa Polo culturale: ecco a che punto si è arrivati

Il prestigioso immobile del centro storico è di proprietà dell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia dal lontano 1997 che avrebbe dovuto metterlo definitivamente in sicurezza e renderlo fruibile alla collettività

Vibo, Palazzo Gagliardi-De Riso diventa Polo culturale: ecco a che punto si è arrivati
Palazzo Gagliardi-De Riso a Vibo Valentia

Passi in avanti per la riqualificazione e la nuova destinazione d’uso dello storico Palazzo Gagliardi-De Riso di corso Umberto I a Vibo Valentia. Sono stati, infatti, affidati – tramite trattativa diretta sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione (Mepa) – da parte dell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia all’architetto Ilario Tassone, con studio di progettazione a Reggio Calabria, i servizi tecnici di architettura e ingegneria di supporto al responsabile unico del procedimento Antonio Maida, funzionario tecnico dell’Ufficio Pnrr dell’ente, per poter procedere, appunto, un progetto di valorizzazione dello storico Palazzo Gagliardi-De Riso da destinare a Polo culturale e del turismo ecosostenibile. Per quanto riguarda il professionista, a cui è andato l’incarico da parte di Palazzo ex Enel di redigere i servizi tecnici, sono dunque risultati con esito favorevole i controlli sul «possesso dei requisiti generali, di idoneità professionale, economico-finanziari e tecnico-professionali». L’intervento di riqualificazione di Palazzo Gagliardi-De Riso – ricordiamo – è finanziato grazie a un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 dicembre del 2021 – Fondo per la progettazione territoriale – che per la Provincia vibonese ha destinato un contributo complessivo di 500.000 euro[Continua in basso]

Concorso pubblico di progettazione

Per realizzare il progetto di riqualificazione dell’immobile del centro storico l’amministrazione provinciale di Vibo Valentia intende bandire un apposito concorso pubblico di progettazione, al fine di trasformare Palazzo Gagliardi-De Riso in un Polo culturale. Il concorso sarà bandito (probabile che sarà pubblicato anche a fine mese) in stretta collaborazione con il Consiglio dell’ordine degli architetti della provincia di Vibo Valentia, che fornirà all’amministrazione provinciale (tramite apposita convenzione già stipulata che disciplina i rapporti tra l’Ordine e l’ente) «la propria consulenza nella stesura del bando di concorso di progettazione a un grado, con affidamento delle fasi successive della progettazione e della direzione dei lavori», nonché si «impegna a divulgare e promuovere il bando di concorso nazionale, capillarmente in Italia attraverso la rappresentanza nazionale e internazionale del Consiglio nazionale degli architetti». 

Lo storico immobile di proprietà della Provincia sin dal 1997

Una veduta dall'alto di Palazzo Gagliardi - de Riso
Veduta dall’alto di Palazzo Gagliardi-De Riso

Di proprietà dell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia dal   lontano 1997 che avrebbe dovuto metterlo in sicurezza e renderlo fruibile, a distanza di ben oltre venti anni il prestigioso immobile continua a rimanere chiuso perché considerato sostanzialmente ancora inagibile. Nel corso di questi lunghi anni, il Palazzo è stato utilizzato dai vertici dell’ente provinciale soltanto come sede di rappresentanza e aperto di rado e solo momentaneamente al pubblico. L’amministrazione dell’ex presidente Ottavio Bruni, in particolare, era solita tenere la conferenza stampa di fine anno per tracciare davanti ai giornalisti il bilancio dell’attività svolta, e in rarissime occasioni l’edificio ha ospitato qualche mostra. Nient’altro. Poi di nuovo portone sbarrato e luci spente. Il Palazzo, insomma, dal 1997 in avanti è sempre rimasto chiuso perché – come accennato – nel suo complesso l’edificio di corso Umberto I risulta  ancora inagibile. Un solo intervento è stato realizzato ed ha interessato il miglioramento sismico del tetto di copertura e la messa in sicurezza del piano di sottotetto.  L’intervento, finanziato con i fondi del Por Calabria, ha avuto però un costo complessivo di 500mila euro, somma insufficiente per realizzare un intervento definitivo di consolidamento.

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