mercoledì,Luglio 24 2024

Tropea, la rivista di don Mottola “Parva favilla” compie 90 anni e si rinnova

La “creatura” del beato sarà riproposta in una nuova veste grafica. Il direttore don Sicari: «Ci permetterà di non spegnere il bagliore d’amore profuso»

Tropea, la rivista di don Mottola “Parva favilla” compie 90 anni e si rinnova
Don Francesco Mottola

Sono trascorsi 90 anni dalla nascita della rivista “Parva favilla”, periodico di impegno cristiano e culturale fondato dal beato sacerdote di Tropea, don Francesco Mottola. Un traguardo importante, suggellato con la presentazione ai lettori di una versione grafica e di contenuti completamente rinnovata, curata da una redazione che coinvolge nei suoi componenti diverse diocesi calabresi. La “creatura” di don Mottola si avvarrà, da oggi in avanti, anche di diversi collaboratori diramati su tutto il territorio nazionale. Il progetto prevede anche una prossima diffusione in formato digitale, da affiancare a quella cartacea. Da qui la soddisfazione del fratello maggiore dei sacerdoti Oblati del Sacro Cuore, nonché direttore di Parva Favilla, don Francesco Sicari. «L’iniziativa – afferma – è il frutto di un lungo lavoro durato tantissimi mesi e condiviso pazientemente con tutti i componenti della redazione. È un lavoro frutto di discernimento attento ai tempi che stiamo vivendo e che mira a raggiungere sempre più nuovi lettori, soprattutto nelle famiglie e tra i giovani delle nostre comunità. Dopo novant’anni – aggiunge – Parva Favilla, con una grafica più chiara e coinvolgente, ricomincia così a trasmettere quel piccolo bagliore della lampada dell’amore che ha accompagnato la vita del Beato don Mottola e che la Chiesa, elevandolo agli onori degli altari, ci chiede di non spegnere né di affievolire. Questo bagliore, che riflette la luce di Dio, merita di raggiungere tutti, anche e soprattutto nelle forme nuove della comunicazione dei tempi odierni. Le vie di Dio sono imprevedibili. E chissà -conclude don Sicari – che anche la semplice lettura della rivista, ricevuta in dono oppure trovata casualmente in casa o in chiesa, non possa suscitare in qualcuno desideri nuovi e autentici di totale oblazione, sulla scia di quella pastorale dell’amore che ha reso luminosa la vita e il ministero del Beato».

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