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La Tonnara di Bivona e il “caso” dell’accordo con il Demanio, Montesanti scrive alla Regione

Lo storico interviene a seguito della pubblicazione della delibera della Giunta nel quale si evidenzia l’esigenza di stipulare un atto di concessione di immobile demaniale storico per collocarvi la sede del Parco marino

La Tonnara di Bivona e il “caso” dell’accordo con il Demanio, Montesanti scrive alla Regione
La Tonnara di Bivona
Antonio Montesanti

In merito al futuro della Tonnara di Bivona nonché del nascente Museo del mare e della pesca, lo storico Antonio Montesanti ha scritto alla Regione. La missiva (il cui contenuto è reso pubblico con una lettera aperta) è stata indirizzata al Settore 03 – Parchi ed Aree Naturali Protette – del Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente. Il dipartimento, spiega lo storico, «con Decreto numero 13043 del 16 dicembre 2021, approvò il progetto denominato “Realizzazione del centro regionale tutela, promozione e valorizzazione delle aree marino costiere – Museo del mare e della pesca Mu.sa.pes”, assegnando al Comune di Vibo Valentia, nella qualità di soggetto attuatore appaltante, un finanziamento di 1.000.000,00 euro».

«Non vorrei essere nei panni del dirigente del Settore – spiega Montesanti – nel momento in cui leggerà che, terminati i lavori del finanziamento concesso al Comune, dovrà attendere la stipula di un atto di concessione di immobile demaniale storico per collocarvi la sede del Parco Marino. Si, perché – rimarca – in fondo nella recente Deliberazione di Giunta comunale numero 98 del 24 aprile scorso (con oggetto l’approvazione schema di accordo di valorizzazione, mediante assegnazione dei locali da gestire, del complesso edilizio denominato “la tonnara di Bivona”. Atto di indirizzo), questo si deduce: se per averla il Comune (per allocarvi il parco marino) deve fare un contratto concessorio con il Demanio, vuol dire che la Tonnara non era e non è del Comune».

Stando così le cose, il «dirigente regionale si troverà dinanzi due opposte delibere di Giunta, una del 2021 in cui il Comune si dice proprietario della tonnara ed un’altra del 2024 in cui lo stesso dichiara che per farvi la sede del parco marino deve attendere il provvedimento di consegna della Capitaneria ai sensi dell’ex art. 34 e 36 Regolamento Codice della Navigazione. E se nel frattempo, secondo le nuove disposizioni europee sugli usi demaniali, la disponibilità dell’immobile storico restaurato venisse messa a bando, prima di ogni contratto concessorio? Penserà di essere stato imbrogliato? Potrebbe dire: ma come? Ti pago i lavori di ripristino, adeguamento strutturale e impiantistico della struttura, la fornitura ed installazione di arredi, l’allestimento espositivo del Museo del Mare e della pesca, e la sede operativa del Parco Marino Regionale… ed oggi con un tuo atto mi dici che non sei il proprietario? dopo che ti ho dato i soldi come soggetto attuatore? E che dovrà fare adesso? Chiuderà un occhio sul fatto che la proprietà non era quella dichiarata? Li chiuderà tutti e due constatando che non ci sarà nemmeno la Soprintendenza (già, perché il Mic Segretariato regionale per la Calabria, nel frattempo guarda caso si è anche ritirato), per fare il previsto Museo? Li chiuderà tutti e tre constatando che non c’è, a fine lavori finanziati, nemmeno un museo civico comunale? O li chiuderà tutti e quattro, dando una rassicurante pacca sulla spalla a tutti i protagonisti della vicenda, tanto ormai i soldi sono stati spesi, la tonnara restaurata, i locali ci sono… e per il museo poi vediamo, che fretta c’è?». Montesanti sollecita il dipartimento affinchè chiarisca «quale luminoso futuro potrà mai avere la tonnara di Bivona ed al suo museo, assieme ai suoi barconi ed al suo parco marino… se la partenza è viziata da atti contraddittori tra loro?».

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