La Provincia sfratta “L’isola che non c’è”, che trova casa altrove – Video

Il sodalizio di volontariato in mezzo alla strada per i tagli dell’ente, ma il Comune di Sant’Onofrio offre una sistemazione. La presidente Marzano: «Vibo città fredda, qui il sindaco ci ha spalancato le porte»
Il sodalizio di volontariato in mezzo alla strada per i tagli dell’ente, ma il Comune di Sant’Onofrio offre una sistemazione. La presidente Marzano: «Vibo città fredda, qui il sindaco ci ha spalancato le porte»
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«La dignità di questi ragazzi è stata offesa». A parlare è Titty Marzano, presidente dell’associazione no profit “L’isola che non c’è” di Vibo Valentia. Ha dato, per anni, sollievo e ristoro a tante persone speciali. Ma le attività del sodalizio da qualche settimana sono ferme per causa di forza maggiore: lo sfratto della sede, ubicata in pieno centro cittadino, a Palazzo Nicoletta. Locali presi in fitto dalla Provincia, che però – seguendo logiche da spending review – ha deciso di rescindere il contratto di locazione, mettendo alla porta, di conseguenza, l’associazione di volontariato. «La cosa più pesante è stata ricevere la comunicazione il 12 settembre – spiega la Marzano – quando la Provincia era a conoscenza della situazione da giugno dell’anno scorso». Per il presidente della Provincia la soluzione è palazzo Di Leo, dove ha sede il centro per l’impiego, unico stabile al momento nella disponibilità dell’ente intermedio. Quarto piano, tre stanze, locali da ristrutturare e per questo non idonei alle attività. «Siamo sprofondati nella disperazione, abbiamo chiesto un po’ a tutti, non c’era nessuno – aggiunge la presidente trattenendo le lacrime – disponibile a darci un magazzino».

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Ed è nei giorni della spasmodica ricerca di una sede che si fanno avanti i sindaci di Capistrano e Sant’Onofrio. «Il primo cittadino di Capistrano ci ha offerto un contributo economico, il collega di Sant’Onofrio, sentendomi disperata, ci ha immediatamente aperto, offrendoci l’ex asilo comunale oggi ristrutturato, e dicendoci di stare per tutto il tempo necessario». Un addio sofferto a Vibo Valentia, città che sembra dimenticare le fasce più deboli della popolazione. Sant’Onofrio no. Qui il sindaco Onofrio Maragò ci accoglie nei locali che entro qualche settimana ospiteranno l’associazione. «Conoscevamo l’associazione – afferma Maragò – siamo rimasti impressionati per l’attività che svolgono, non vi nascondo che anche come Comune sentiamo l’esigenza di avere supporto da queste associazioni, semmai siamo noi a ringraziare Titti e tutti loro per quello che fanno e potranno fare per la nostra comunità».

L’addio dal capoluogo, per la Marzano, è amaro: «Noi da Vibo andiamo via, è una citta non accogliente in tutti i sensi, profondamente fredda, qua invece ci siamo sentiti accolti, il sindaco si è mostrato subito disponibile, a cominciare dall’accompagnamento per i bambini con lo scuolabus. Questi sono uomini che meritano tutto il nostro rispetto».