Croce Rossa di Vibo, la riconferma di Caterina Muggeri suscita malumori

L’ex volontario Giuseppe Parrucci attacca a stessa bassa la dirigente: «Dovrebbe dimettersi ancor prima di essere proclamata»
L’ex volontario Giuseppe Parrucci attacca a stessa bassa la dirigente: «Dovrebbe dimettersi ancor prima di essere proclamata»
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«Caterina Muggeri, presidente uscente e ora riconfermata alla guida del comitato provinciale della Croce Rossa di Vibo, sperava in un’elezione plebiscitaria ma l’impresa è fallita. A dimostrarlo sono i fatti, o meglio le carte».

A riferirlo in un intervento è Giuseppe Parrucci, già storico volontario della meritoria associazione. che aggiunge: «L’analisi del voto unitamente a un buon esame di coscienza sono importanti per poter capire quanto un candidato vale e soprattutto quanto, trattandosi di una ricandidatura, ha prodotto di buono nel primo mandato. Ebbene, i numeri della tornata elettorale svoltasi domenica scorsa dicono questo: volontari aventi diritto al voto 275, votanti 130 di cui 124 ottenuti dall’unica lista in campo capeggiata da Caterina Muggeri; schede bianche 5 e schede nulle 1. In pratica nonostante non vi sia stata una vera e propria competizione, essendo la Muggeri l’unica candidata, non è stato neanche raggiunto il quorum del 51% degli aventi diritto al voto. Infatti la sola lista in campo è riuscita a raggiungere appena il 45% dei consensi. Ciò significa che il plebiscito al quale ambiva la Muggeri è fallito e non di poco e di conseguenza se avesse un minimo di coscienza dovrebbe dimettersi ancor prima di essere proclamata».

Per Parrucci si è di fronte al «misero raccolto di quanto seminato in questi quattro anni di dirigenza. Ha infatti allontanato centinaia di volontari sicuramente perché “teste pensanti” inviando perdite di qualifica a raffica (si ricorderà l’esodo dei 200) mentre tanti altri si sono dimessi dall’associazione (come il sottoscritto) poiché non condividevano il suo operato. Ha attivato corsi per reclutare volontari in tutta la provincia pensando di creare un “plotone” di volontari che stesse sotto i suoi ordini ma anche questa impresa è fallita. Basta guardare indietro: aveva ereditato un’associazione con oltre 500 volontari (di cui 428 erano gli aventi diritto al voto nella precedente tornata elettorale del 2016); oggi gli aventi diritto al voto sono 275 nonostante, come detto prima, in questi anni sono stati avviati diversi corsi di reclutamento».

La vera partita, per Parrucci, «si è spostata presso i Tribunali dove si susseguono cause civili e penali nei confronti di alcuni dirigenti della Croce Rossa vibonese e regionale. Tra le tante, in particolare, il provvedimento disciplinare avviato nei miei confronti che alla fine si è ridotto in una bolla di sapone poiché il ricorso presentato dal sottoscritto al presidente nazionale è stato accolto in tutte le sue parti. Con il pretesto del provvedimento disciplinare, all’epoca dei fatti, non solo mi è stata negata la possibilità di candidarmi ma addirittura non mi è stato permesso di votare e il mio voto, tenendo conto della parità ottenuta dalle due candidate, era senz’altro determinante per l’una o per l’altra e in questo caso per l’elezione di Maria Silvestro verso la quale avevo apertamente manifestato la mia intenzione».

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