Gianni Mura e il legame con la Mileto del ciclismo (e dei Giganti)

Lo storico giornalista scomparso sabato, grande amico di Mimmo Bulzomì, nella città normanna ricevette il premio “Penna d’oro”. Memorabile il racconto di una tappa del Giro
Lo storico giornalista scomparso sabato, grande amico di Mimmo Bulzomì, nella città normanna ricevette il premio “Penna d’oro”. Memorabile il racconto di una tappa del Giro
Informazione pubblicitaria
Gianni Mura a Mileto nel 1980
Informazione pubblicitaria

Con Gianni Mura se n’è andata una delle penne più prestigiose del giornalismo italiano. La storica firma di Repubblica ha raccontato in modo unico pagine memorabili dell’ultimo cinquantennio dello sport italiano, in particolare di calcio e ciclismo. La morte lo ha colto sabato scorso nell’ospedale di Senigallia, in provincia di Ancona, dove era stato trasportato a causa di un improvviso infarto.

Non tutti sanno, però, che il 74enne giornalista e scrittore vantava un legame profondo con Mileto, risalente addirittura agli anni ’80. A portarlo nella cittadina normanna, l’amicizia fraterna con l’ex presidente regionale della Federazione ciclistica italiana Mimmo Bulzomì. Proprio nel 1980 Mura, raccontando sull’Occhio di Maurizio Costanzo una deludente undicesima tappa del Giro d’Italia Palinuro-Campotenese vinta da Gianbattista Baronchelli, così si esprimeva sui Giganti che Bulzomì aveva portato all’arrivo della tappa calabrese: «Di gigantesco, mentre scrivo, ci sono solo i due giganti di Mileto: ballano al suono di due tamburi, lui è di spetto turchesco, lei biondina. Quattro metri di cartapesta colorata. Poi smettono perché il tamburo smette di suonare, perché i giornalisti mandano a dire che loro devono lavorare. I giornalisti vogliono far vedere che fanno i giornalisti e farebbero smettere anche Toscanini. I giganti vanno via e di gigantesco, in questa tappa che tanto prometteva, non rimane nulla». [Continua dopo la pubblicità]

Informazione pubblicitaria
Mura e Bulzomì a Milano lo scorso marzo

L’anno dopo Mura ricevette nella cittadina normanna il premio “Penna d’oro”, durante il passaggio della Corsa Rosa in direzione nord. Un’amicizia consolidata, dunque, quella del noto giornalista con questa comunità e con il patron Bulzomì, coltivata negli anni e che si sarebbe consolidata ancora di più il giorno della tappa del prossimo Giro d’Italia con partenza da Mileto, prima del propagarsi del Coronavirus prevista per il 15 maggio.

Bulzomì e Mura si erano ritrovati e riabbracciati a Milano alla fine dello scorso anno, in occasione dell’annuncio ufficiale dell’edizione 2020 della Corsa Rosa. In ultimo si erano sentiti al telefono lo scorso 16 marzo, e in quel frangente la mitica penna del giornalismo italiano aveva promesso al fraterno amico che avrebbe scritto di proprio pugno – per il giorno della tappa – un articolo dedicato proprio agli indimenticati e amati Giganti. Non ha fatto in tempo, perché se n’è andato via in punta di piedi due giorni fa. A causa di un’ischemia cardiaca, in silenzio, proprio nei tragici momenti in cui l’Italia si ritrova a fronteggiare il dilagare di una pandemia, il coronavirus, che ha già fatto migliaia di morti.