La Commissione antimafia in visita all’Istituto di Criminologia di Vibo

Tra le tappe della giornata odierna anche quella a Palazzo Gagliardi. Il rettore Saverio Fortunato: «Giornata che rimarrà nella memoria»
Tra le tappe della giornata odierna anche quella a Palazzo Gagliardi. Il rettore Saverio Fortunato: «Giornata che rimarrà nella memoria»
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«Quella di oggi è certamente una giornata importante per l’Istituto italiano di Criminologia. La Commissione parlamentare antimafia, presieduta dal senatore Nicola Morra, si è recata nell’istituto vibonese ad ordinamento universitario, nel mentre si svolgeva un seminario del capitano dei carabinieri Bartolo Taglietti, comandante Ntcp Calabria. L’importante organismo bicamerale, da ieri in città, ha avuto un incontro con gli studenti ed il suo rettore Saverio Fortunato nell’accogliente aula magna dedicata al filosofo Immanuel Kant». È quanto si legge in un comunicato diramato dallo stesso Istituto italiano di criminologia.

«È stata – prosegue la nota – una giornata dall’alto valore simbolico e culturale, di rottura con quel contesto criminale e criminogeno vibonese. Il presidente Morra si è congratulato per il delicato ed encomiabile lavoro che svolge l’istituto in un territorio difficile come quello vibonese. A fargli eco, il senatore Mario Michele Giarrusso, che ha ricordato, alla Commissione parlamentare, che nel mese di settembre diversi studenti hanno conseguito il diploma di laurea triennale in Scienze della mediazione linguistica indirizzo Criminologia e intelligence».

Il rettore Saverio Fortunato, ha precisato che «questa visita istituzionale, al di là della meritevole azione della magistratura, necessaria e da sostenere, evidenzia che Vibo Valentia non è solo ‘ndrangheta, ma che la maggioranza sono persone oneste e perbene»; ha quindi ringraziato la Commissione per la dimostrazione di stima apprezzando il valore della visita, che «difficilmente sarà dimenticata e che rappresenta un ulteriore stimolo per proseguire verso obiettivi più alti, a favore della cultura e della giustizia».