L’istallazione artistica è stata realizzata da un gruppo di volontari all'esterno della basilica cattedrale, chiesa madre della diocesi
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Mileto come piazza San Pietro, in Vaticano. Almeno per quanto riguarda l'imponenza della rappresentazione artistica. Chi in questi giorni di festività natalizie sta giungendo nella cittadina normanna, infatti, ha modo e la fortuna di ammirare il presepe a grandezza naturale realizzato da un gruppo di volontari nella piazza antistante la basilica cattedrale, addirittura di entrarvi e di “ catapultarsi” al suo interno. Un vero e proprio capolavoro, creato ad hoc proprio per accogliere coloro che in questo periodo dell'anno si ritrovano a visitare l'urbe oa partecipare alle funzioni religiose in programma nella chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, guidata dal vescovo Attilio Nostro.
Per realizzarlo artigiani ed esperti del mestiere si sono prodigati per settimane, mettendo gratuitamente a disposizione la loro opera. Al centro della creazione artistica, come ovvio, campeggia la scena della natività, con San Giuseppe, la Vergine Maria, il bue, l'asinello e il Bambinello Gesù. Il tutto incastonato in una struttura architettonica a due livelli, curata in ogni minimo dettaglio, che si rifà alle abitazioni tipiche della Palestina, non a caso visibilmente danneggiata, esplicito riferimento allo scontro in atto in quella zona del mondo e alle tragedie e vicissitudini di violenza e soprusi che da sempre attanagliano le popolazioni alle prese con i conflitti bellici. Un inno alla pace, rivisitazione in chiave moderna adeguata ai giorni nostri, con in alto gli angeli benedicenti e accoglienti e ai lati pastori, massaie, artigiani e altri pellegrini, immortalati in momenti di vita quotidiana o mentre si trovano in viaggio, spinti dal semplice desiderio di andare a visitare e onorare il figlio di Giuseppe e Maria. Quel Gesù, per il popolo cristiano fulcro del proprio credo, luce e salvezza del mondo, figlio di Dio e, con la sua morte e resurrezione, redentore dell'umanità intera.



