Gli allievi dello storico istituto “Regina Elisabeta” hanno offerto le loro professionalità agli anziani del Santa Rita. Spazio anche alla cultura con la visita al Museo nazionale
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Anche quest’anno esperienza ricca di contenuti per gli studenti del Liceo tecnologico per non vedenti “Regina Elisabeta” di Bucarest, diretto da Daniela Nicoleta Ruba. Gli alunni “speciali” dell’Istituto rumeno sono stati ospitati per due settimane a Mileto, nello specifico presso un noto bed & breakfast situato alla periferia nord della frazione Paravati, diretto da Minodora Cojocaru. A seguirli passo passo, il poliedrico partner italiano Lillo Marcianò. Il tutto nell’ambito del progetto europeo di interscambio culturale Erasmus+. Nel Vibonese i ragazzi sono stati accompagnati dal direttore Eugen Trifan e da altri docenti della storica scuola, fondata agli inizi del XX secolo dalla moglie di re Carol I, all’indomani della morte della loro unica figlia. Nel corso delle due settimane in terra di Calabria gli iscritti al corso post-diploma per assistenti in balneofisiokinetoterapia e recupero medico hanno operato a Tropea, all’interno della casa per anziani “Santa Rita” della Fondazione don Mottola. Qui hanno messo a disposizione dei pazienti le manovre specifiche della loro futura professione, applicate a diverse patologie mediche.
Tra i momenti più significativi vissuti dagli allievi del “Regina Elisabeta”, anche quello prettamente culturale alla scoperta dell’illustre passato di Mileto, nell’XI secolo assurta al ruolo di capitale della contea normanna, istituita da Ruggero d’Altavilla nell’ambito della conquista del meridione d’Italia portata a compimento con il fratello Roberto il Guiscardo. In questo contesto non poteva mancare il percorso guidato al Museo nazionale, vero scrigno di preziosi reperti archeologici e storico-artistici provenienti dall’antica città, abbandonata dopo il devastante terremoto del 1783. Subito dopo gli studenti hanno potuto prendere contezza anche dell’imponenza e della bellezza dell’attuale basilica cattedrale, chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
Il progetto Erasmus+ - così come evidenziato dalla stessa scuola - rappresenta per gli iscritti al Liceo tecnologico speciale “Regina Elisabeta” «ben più di una semplice esperienza di formazione professionale: è una lezione di vita, una reale opportunità di integrazione, sviluppo e affermazione in un ambito nobile, dedicato alla salute e al sostegno offerto al prossimo. Attraverso il lavoro, la perseveranza e il sostegno di docenti dedicati - aggiungono i vertici dell’Istituto - questi giovani dimostrano che la disabilità non è un limite, ma un’altra forma di coraggio e determinazione. La mobilità Erasmus+ apre strade, costruisce destini e conferma il fatto che un’educazione di qualità, sostenuta da solide partnership e valori autentici, può cambiare le vite».

