La Città di Pietra accoglie i viandanti del percorso che unisce Tirreno e Ionio attraversando il Parco delle Serre. Un’opportunità di promozione turistica e culturale per tutto il territorio del Poro
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Emozioni, nuove prospettive turistiche e, soprattutto, un modo originale per scoprire le bellezze dell’area del Poro (e non solo). Nei giorni scorsi i primi escursionisti del Cammino del Normanno hanno fatto tappa a Zungri. La Città di Pietra ha accolto i protagonisti del percorso storico-escursionistico calabrese dedicato a Ruggero II d’Altavilla, un itinerario di 163 chilometri che collega la Costa degli Dei e il mar Tirreno alla Costa dei Gelsomini e al mar Ionio, attraversando e valorizzando uno dei polmoni verdi più suggestivi della regione: il Parco naturale delle Serre.
Il Cammino del Normanno ha recentemente ottenuto un importante riconoscimento agli Oscar del Cicloturismo di Milano, assegnato al Parco delle Serre e alla Regione che, insieme al Gal e in sinergia con altri enti, hanno lavorato alla sua realizzazione. Nelle ultime settimane diverse amministrazioni locali hanno inoltre avviato ufficialmente le attività di accoglienza dei partecipanti. A Zungri, in particolare, gli escursionisti sono stati accolti con entusiasmo. Il progetto rappresenta infatti una vetrina di prestigio e una grande opportunità per i centri del Poro. A timbrare i passaporti dei camminatori c’erano il sindaco Serafino Fiamingo, la delegata alla Cultura Monica Teodoro, la direttrice del Museo Maria Caterina Pietropaolo e tutto lo staff della struttura.
Il Cammino del Normanno
Conosciuto anche come “La terra dei due mari”, il percorso parte da Capo Vaticano, attraversa le foreste del Parco naturale delle Serre e si conclude a Monasterace, lungo un tragitto costellato da castelli e fortificazioni. Percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo, il cammino valorizza anche alcuni dei principali luoghi di culto della Calabria, come la Cattolica di Stilo e la Certosa di Serra San Bruno.
La tappa a Zungri

In questo contesto, come spiega la direttrice del Museo, Maria Caterina Pietropaolo, «Zungri ricopre un ruolo centrale nell'itinerario (frutto dell’idea dell’ex commissario del Parco, Alfonsino Grillo), configurandosi come il punto d’arrivo della prima fase del cammino sul versante tirrenico. Partendo da Capo Vaticano/Ricadi – dove ai pellegrini viene consegnato il passaporto – il tracciato attraversa l'entroterra e l'altopiano del Monte Poro, giunge a Spilinga e punta dritto verso nord-est».

L’arrivo nella cittadina del Poro «è un'immersione in un entroterra rurale dal fascino ancestrale. Il borgo è celebre per l’Insediamento rupestre degli Sbariati, meglio noto come Le Grotte di Zungri, un complesso scavato nella roccia arenaria risalente al Medioevo».
Non solo. Come rimarca l’operatrice culturale, «a completare il quadro storico-etnografico vi è il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina, uno scrigno che custodisce la memoria laboriosa del territorio, dalla lavorazione della terra alla tessitura, fino alla collezione di abiti tradizionali e da sposa, corredi, utensili domestici e testimonianze degli antichi mestieri».
Altro importante tassello è rappresentato dal centro storico, dove a incantare i visitatori sono «il Percorso delle Porte Dipinte, la Traversa delle Filastrocche, il Muro dei Proverbi e il Santuario che custodisce il dipinto della Madonna della Neve, opera cinquecentesca di scuola raffaellesca». Da Zungri il viaggio prosegue poi verso il Parco Archeologico Medievale di Mileto Antica.
Accoglienza e cultura

Il tratto che collega Spilinga, Zungri e Mileto sintetizza al meglio le peculiarità enogastronomiche del Monte Poro e la spiritualità normanna. «Proprio in questo contesto – spiega la direttrice Pietropaolo – i primi viandanti del Cammino del Normanno hanno ricevuto un'accoglienza calorosa ed emozionante all'arrivo a Zungri».

L’evento si è svolto in un’atmosfera particolarmente festosa, organizzata per celebrare il solstizio d’estate con l’iniziativa “Versi e note di luce”. Si è trattato di un vero e proprio «viaggio culturale impreziosito dalla partecipazione del Comitato “Crisalide” – che riunisce poeti e artisti – e del gruppo musicale “ResNote Quartet”. Un momento di grande condivisione che – conclude la direttrice del Museo – ha unito la fatica e la bellezza del camminare lento alla valorizzazione delle radici più profonde di questo angolo di Calabria, sempre più meta di visitatori curiosi e desiderosi di autenticità».



