Nel 1880 il re d’Italia decretò l’onorificenza a favore di Pierre Bardou-Job, fondatore di una celebre azienda d’Oltralpe che produce cartine per sigarette. L’antico certificato proviene da un antiquario della Costa Azzurra e solleva diversi interrogativi
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Vittorio Rossin, presidente dell’associazione culturale Ludovico di Breme, ha rinvenuto online un attestato di cittadinanza onoraria concesso dal Comune di Limbadi a Pierre Bardou-Job, industriale e collezionista d’arte francese, noto per essere tra i fondatori della celebre manifattura di cartine per sigarette JOB a Perpignano, in Francia.
Si tratta di una fonte storica che pone interrogativi ancora aperti e che, almeno per ora, non consente di ricostruire fino in fondo il contesto e le motivazioni della decisione assunta dall’amministrazione comunale dell’epoca.

Il documento, datato 11 gennaio 1880, proviene da un antiquario della Costa Azzurra ed è un atto ufficiale del Regno d’Italia.
Rossin, storico appassionato e da anni impegnato nell’attività di ricerca e valorizzazione di materiale d’archivio, è legato a Limbadi anche da motivi personali: sposato con Giuseppina Alessandro, limbadese, trascorre ogni anno nel paese parte delle proprie vacanze. A settembre 2025, durante un soggiorno, ha già donato al sindaco Mercuri una lettera del 1944 scritta da un internato nello Stalag di Berlino e due cartoline dei primi del Novecento, contribuendo alla restituzione di frammenti significativi della memoria storica locale.
La scoperta dell’attestato relativo a Pierre Bardou-Job appare particolarmente interessante per diversi motivi. Rossin si interroga sulle ragioni che portarono un’amministrazione comunale calabrese dell’Ottocento a concedere un riconoscimento tanto rilevante a un industriale francese.
Dal documento emerge che il sindaco dell’epoca, Giuseppe Antonio Saladino, insieme ai consiglieri Domenico Massara e Francesco Paolo Scuteri e al presidente del Consiglio comunale Pietro Limardo, deliberò all’unanimità la concessione della cittadinanza onoraria.
La proposta, da quanto si legge nell’atto, fu avanzata dal professore Gregorio Laureani da Nicotera. Nello stesso documento Pierre Bardou-Job viene indicato come “Ufficiale dell’Ordine del Nīshān al-Iftikār di Tunisi”, onorificenza conferita dal Bey di Tunisi a personalità di rilievo nel panorama internazionale dell’Ottocento.
Un ulteriore elemento di grande interesse è che la cittadinanza onoraria non aveva valore esclusivamente personale: l’atto prevedeva un riconoscimento estensibile anche ai discendenti, configurandosi come una cittadinanza onoraria di carattere ereditario.
Perché un professore di Nicotera presentò la proposta al Comune di Limbadi? Quali relazioni culturali, economiche o personali legavano Pierre Bardou-Job al territorio calabrese? Si trattò forse di una donazione o di un rapporto oggi dimenticato?
Pierre Bardou-Job, nato in Francia il 17 agosto 1826, fu un imprenditore e collezionista appassionato di oggetti esotici e insoliti. L’attività familiare ebbe origine con il padre Jean Bardou, che nel 1849 ottenne un brevetto quindicennale per la produzione di cartine per sigarette. Il marchio JOB nacque dalle iniziali del fondatore, separate da un simbolo a forma di diamante che rappresentava Perpignano (J♦B), pronunciato come “Job”.
La produzione iniziale si svolgeva ai piani superiori di una casa affittata a Perpignano e coinvolse, oltre a Pierre, anche i fratelli e altri lavoratori. Dopo la morte del padre, nel 1852, Pierre Bardou acquistò il marchio JOB e ne avviò uno sviluppo industriale che portò alla realizzazione di nuovi stabilimenti, all’introduzione di tecniche produttive avanzate e a un’attenzione particolare al marketing e al design, soprattutto rivolto a un pubblico femminile.
Alla fine dell’Ottocento la manifattura JOB era diventata una realtà industriale di rilievo internazionale, impiegando centinaia di lavoratori e occupando un intero quartiere urbano a Perpignano.
Un documento, quello rinvenuto da Vittorio Rossin, che riporta alla luce un legame inatteso e ancora in parte misterioso tra Limbadi e una delle più importanti esperienze industriali europee dell’Ottocento, aprendo nuove piste di ricerca e interrogativi che attendono ancora una risposta.

