Una targa per onorare la memoria di Filippo Ceravolo e, soprattutto, per riconoscere pubblicamente la forza e la determinazione del padre Martino Ceravolo. È questo il cuore dell’iniziativa promossa dal Comune di Mileto, che ha voluto rendere omaggio a un genitore divenuto simbolo di una lunga battaglia per la verità dopo l’omicidio del figlio, ucciso da innocente la sera del 25 ottobre 2012 nel corso di un agguato a uno degli uomini del clan Emanuele, Domenico Tassone. Un delitto che negli ultimi giorni ha registrato una svolta significativa, portando all’arresto di Nicola Ciconte, Bruno Lazzaro e Giovanni Alessandro Nesci ritenuti, rispettivamente, i due basisti e uno degli autori materiali dell’uccisione. 

Nella nota diffusa dal Comune si legge: «Il sindaco e l’amministrazione comunale salutano Martino Ceravolo, un grande padre, che, di fronte a un grave fatto di sangue che ha coinvolto ingiustamente il suo giovane figlio, non si è piegato e ha mantenuto vivo il ricordo del figlio, proclamando la sua sete di giustizia».

«Grazie anche alla sensibilizzazione delle autorità preposte – si prosegue nel comunicato – ha quindi perspicacemente contribuito ad assicurare alla giustizia i presunti responsabili della morte di Filippo». Un passaggio che lega idealmente il riconoscimento pubblico agli sviluppi giudiziari più recenti.

Il momento della consegna del riconoscimento al padre di Filippo Ceravolo, ucciso da innocente la sera del 25 ottobre 2012. Il primo cittadino Salvatore Fortunato Giordano: «Gli ultimi sviluppi giudiziari hanno restituito un senso di giustizia»

Proprio Martino Ceravolo, commentando gli ultimi esiti investigativi, aveva parlato di una «giornata bellissima», lasciando trasparire la speranza che si possa finalmente arrivare a una verità piena e condivisa.

La targa consegnata direttamente dal sindaco di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano, assume così un duplice significato, di memoria e impegno. E come si legge nella conclusione della nota, essa è dedicata «in sua memoria, quale monito per le future generazioni». Un segno tangibile affinché la storia di Filippo Ceravolo non venga dimenticata e continui a rappresentare un richiamo alla giustizia e alla responsabilità collettiva.