L’amministrazione comunale di Soriano Calabro sceglie di affidare alla memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata uno spazio pubblico destinato alla riqualificazione sociale e culturale. Una decisione che arriva in settimane segnate dai nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio di Filippo Ceravolo, giovane vittima innocente di mafia.

La nuova denominazione

Lo scorso 20 aprile si è riunita la Giunta comunale, composta dal sindaco Antonino De Nardo, dal vicesindaco Francesco Alessandria e dall’assessora Sirya Prestanicola, per l’assegnazione di un contributo pari a 53.676,41 euro, destinato alla riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate.

Un intervento che si inserisce nell’obiettivo dell’attuale amministrazione di valorizzare gli spazi pubblici attraverso la cultura della legalità e della memoria. In questa direzione, la Giunta ha deciso di intitolare il Parco della Legalità a Filippo Ceravolo, il parco giochi per bambini a Domenico "Dodò" Gabriele, anche lui vittima innocente della criminalità organizzata, e il centro polivalente a Giuseppe Nicola "Cocò" Campolongo.

Le parole di De Nardo

A spiegare il significato della scelta è il sindaco Antonino De Nardo: «Oggi compiamo un passo importante e carico di significato. Con questa delibera di Giunta tracciamo un indirizzo politico, una scelta che parla di memoria, responsabilità e futuro. Abbiamo deciso di dare vita al Parco della Legalità, che porterà il nome di Filippo Ceravolo, tragicamente ucciso per mano della ’ndrangheta. Una vita spezzata ingiustamente, un dolore che non può essere cancellato, ma che oggi si trasforma in impegno concreto. Quel nome diventerà un presidio di coscienza per tutta la nostra comunità».

Il progetto, sottolinea il primo cittadino, non si fermerà al ricordo di Filippo Ceravolo: «All’interno di questo spazio sorgeranno un centro di aggregazione sociale dedicato a Giuseppe Nicola Campolongo e un parco giochi in memoria del piccolo Domenico Gabriele. Due bambini innocenti, strappati alla vita da una violenza che non conosce limiti e che colpisce anche ciò che dovrebbe essere sacro e intoccabile: l’infanzia».

De Nardo ribadisce quindi il valore civile della decisione assunta dall’amministrazione: «Di fronte a tutto questo, il nostro sdegno verso la ’ndrangheta è profondo e inequivocabile. Non può esserci spazio per l’indifferenza, non può esserci silenzio. C’è solo la necessità di scegliere, ogni giorno, da che parte stare. A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità, esprimo la nostra più sincera stima e la nostra vicinanza a tutte le famiglie colpite da questa violenza, e in modo particolare alla famiglia Ceravolo. Il loro dolore ci appartiene, e ci richiama a una responsabilità collettiva che non possiamo ignorare».

Infine, il sindaco affida alla delibera un significato che va oltre l’aspetto amministrativo: «Questa delibera non è un atto formale. È una promessa. È l’inizio di un percorso che vuole trasformare il ricordo in presenza viva, il dolore in forza, la memoria in educazione e impegno».