L’ex guardalinee di Pizzo, aveva segnalato presunte anomalie nel 2025. Il caso, archiviato sportivamente, è ora al vaglio dei pm. Rocchi: «Fiducia nella magistratura»
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Gianluca Rocchi e l'assistente arbitrale calabrese Domenico Rocca
Un’inchiesta della Procura di Milano sul designatore arbitrale di Serie A e B, Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva, riporta al centro dell’attenzione anche le accuse emerse nei mesi scorsi all’interno dello stesso sistema arbitrale.
L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, prende le mosse da un esposto presentato nell’estate 2025 e riguarda presunti condizionamenti nelle designazioni e nelle decisioni arbitrali. Tre i principali episodi contestati: la scelta dell’arbitro Andrea Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2025, ritenuto – secondo l’ipotesi accusatoria – gradito all’Inter; la gestione delle designazioni nelle semifinali di Coppa Italia, con una presunta “schermatura” dell’arbitro Daniele Doveri; e il caso Udinese-Parma dell’1 marzo 2025, legato a un intervento del supervisore Var che avrebbe portato alla revisione e all’assegnazione di un calcio di rigore.
L’origine della vicenda risale però a una lettera-denuncia presentata nel maggio 2025 dall’assistente arbitrale calabrese (di Pizzo) Domenico Rocca, che aveva segnalato presunte anomalie nella gestione di alcune decisioni arbitrali e nelle procedure interne. Tra gli episodi richiamati anche un caso relativo alla gara Napoli-Fiorentina del maggio 2024, indicato come esempio di criticità nella gestione delle valutazioni e degli interventi arbitrali.
Nel documento, reso pubblico anche dal network LaC News24, Rocca parlava di «sistema opaco», denunciando favoritismi nelle designazioni, valutazioni alterate e presunte interferenze nelle attività del Var. Tra i passaggi più rilevanti, proprio il riferimento alla gara Udinese-Parma: secondo Rocca, Rocchi – presente a Lissone – sarebbe intervenuto per richiamare l’attenzione degli addetti VAR, sollecitando una revisione poi sfociata nell’assegnazione del rigore.
Classe 1985, Rocca ha iniziato la carriera arbitrale nel 2000, entrando nell’organico regionale calabrese nel 2003 e proseguendo poi il percorso nelle categorie nazionali fino alla Can D e alla Can C. Nel 2015 il passaggio al ruolo di assistente, dopo il corso al Centro tecnico di Coverciano, quindi l’approdo in Can B e l’esordio in Serie A il 12 febbraio 2017 come guardalinee di Torino-Pescara. Nell’ultima stagione la decisione di formalizzare la denuncia, motivata – secondo quanto scritto – da un «senso di frustrazione» legato a valutazioni ritenute penalizzanti.
La lettera entrava anche nel merito del funzionamento interno dell’organismo arbitrale, contestando criteri ritenuti non trasparenti nella compilazione delle graduatorie e nelle designazioni, con riferimenti a «voti manipolati» e a interventi discrezionali degli organi tecnici. Accuse che avevano determinato la reazione dell’Associazione Italiana Arbitri, guidata dal presidente Antonio Zappi, con la trasmissione degli atti alla Procura federale della FIGC per le verifiche di competenza.
«Ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente e ho piena fiducia nella magistratura», ha dichiarato Rocchi all’Ansa. L’indagine milanese, tuttora in corso, prosegue con l’acquisizione di documentazione e l’analisi delle comunicazioni relative agli episodi contestati, mentre sul piano sportivo restano aperti gli accertamenti avviati dagli organi federali.


