Durante la trasmissione L’aria che tira, il direttore del Corriere dello Sport, incalzato dal conduttore David Parenzo, è intervenuto sulle difficoltà della Nazionale, elogiando allo stesso tempo il lavoro del club calabrese, giunto a un passo dalla Serie A grazie a un mix perfetto di giocatori giovani e italiani
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Per una stagione calcistica che si conclude, ce n’è una che riparte. Il discorso vale, ovviamente, anche per il Catanzaro di patron Floriano Noto, reduce da un’annata clamorosa in Serie B e giunto a un passo dalla promozione in Serie A. In questi giorni, al di là del ricordo delle imprese passate, la mente delle Aquile è infatti proiettata al futuro. Ad esempio, a quello che sarà l’avvenire in panchina: dopo l’addio di mister Aquilani, approdato in A al Sassuolo, si fanno insistenti le voci su Pagliuca. Poi, sarà tempo di pensare alla rosa. Non solo passato e futuro, però: dei giallorossi di Calabria si fa menzione anche nel presente e in maniera del tutto positiva. Un modello sportivo e societario, un esempio da seguire, giunto fino al tavolo della trasmissione “L’Aria che tira” di La7.
Di fronte Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport e noto opinionista, e il conduttore David Parenzo. Tema della discussione la Nazionale italiana, in preda a una crisi che appare senza fine. Tra battute e provocazioni, per il primo la soluzione ai problemi del sistema calcio si trova in fondo allo Stivale, precisamente a Catanzaro, dove hanno saputo costruire un organico straordinario, fatto di giovani promesse e talenti italiani, che ha sfiorato di pochissimo la massima serie. E i frutti dell’intenso lavoro adesso li notano tutti: il Milan rimpiange Alesi e Liberali; Favasuli, richiesto da diverse società, ha esordito in Nazionale e rappresenta un orgoglio per la Calabria; Aquilani, come detto, è finito ad allenare in Serie A.
I contenuti del dibattito tra Zazzaroni e Parenzo
Parlando di Nazionale e sistema calcio italiano, il conduttore David Parenzo ha chiesto lumi sulla situazione attuale e su come uscire dalla crisi a Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, tra i principali quotidiani sportivi del Paese.
«Abbiamo cambiato tre capi del governo – ha affermato Zazzaroni – abbiamo cambiato tre allenatori e siamo sempre a quel punto. Quindi cosa significa? Che non funziona il sistema. Questo per una ragione molto semplice: la Lega dei club ha interessi che sono divergenti rispetto a quelli della Federazione. Quest’ultima non ha più peso politico, per cui i club di Serie A comprano giocatori stranieri perché devono fare i propri interessi e non fanno giocare gli italiani. Ci riduciamo con un bacino di 89 giocatori possibili per la Nazionale, dei quali 10 sono portieri, per cui non è che si può andare troppo in là. Sostanzialmente, una delle ricette per provare a salvare il calcio italiano è riattivare e ridare forza ai vivai e ai settori giovanili».
A questo punto, ecco che si arriva al tema Catanzaro. Parenzo si rivolge a Zazzaroni utilizzando una metafora politica: «Ci vuole un po’ di sovranismo, mi stai dicendo?».
Il direttore del Corriere dello Sport risponde: «Sì, anche un po’ di autarchia, oppure si segue un modello meraviglioso, che è il “modello Catanzaro”. Io lo chiamo così perché con quasi tutti calciatori italiani ha rischiato di arrivare in Serie A. Quindi questo significa che probabilmente qualcosa può funzionare e non c'è bisogno di regole, di limiti, di leggi nuove per bloccare gli stranieri e per ridurne il numero. Si può fare anche senza queste mosse e il Catanzaro l'ha dimostrato».
Infine, il dibattito si conclude con alcune battute a sfondo politico.
«Lavorare sui vivai, modello Catanzaro, sovranismo, prima gli italiani, chi è che lo diceva?», chiede Zazzaroni.
«Eh non so, forse Salvini», risponde Parenzo, prima di lanciarsi in un’ennesima provocazione: «Ci voleva un Vannacci per il calcio italiano?».
Segue il secco «anche no» del direttore del Corriere dello Sport. Su quest’ultimo punto, preferiamo non esprimerci, ma una cosa possiamo affermarla di sicuro: per una vera e decisiva rivoluzione nel sistema calcio italiano, si prendano appunti dal Catanzaro 2025/2026, esempio virtuoso a livello sportivo e fiore all’occhiello di una regione, la Calabria, sempre più in crescita.

