Dopo la vittoria di Lamezia, arriva la spinta a compattarsi in vista dello scontro contro la Sancataldese in programma giovedì 2 aprile al Luigi Razza: «Mettiamo da parte la rabbia e l’indifferenza, dobbiamo salvarci»
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«Ora non abbiamo più alibi. Ora è il momento di tornare tutti allo stadio». È questo l’appello che un appassionato supporter rossoblù rivolge alla tifoseria della Vibonese in vista del match interno contro la Sancataldese, in programma giovedì 2 aprile alle ore 15.
«La vittoria di Lamezia Terme è arrivata alla fine di una gara ben giocata, attenta, durante la quale la Vibonese ha saputo lottare, soffrire e poi gioire», sottolinea il tifoso in un’accorata lettera giunta in redazione.
Segnali concreti di una ripresa che porta la firma di Fanello, tecnico giovane ma già capace di incidere: «La cosiddetta “cura Fanello” sta dando risultati: tre gare senza subire goal e una squadra – o meglio, quello che rimane di una squadra – capace di stare in campo con arguzia e spirito di sacrificio, portando a casa punti pesanti».
Un cambiamento percepito già dopo la gara di Ragusa, quando il tecnico aveva parlato al gruppo con parole dirette e senza filtri: «Anche io lo voglio Alduzzo mio», rivolto a Caiazza. Un linguaggio autentico, «non da padre ma da fratello», che ha cementato lo spogliatoio.
Adesso, però, la partita si gioca anche sugli spalti: «Contro la Sancataldese ci aspetta una gara importantissima, contro una diretta avversaria», da vincere per dare continuità ai risultati e alimentare la corsa salvezza.
L’appello è netto: «Se vogliamo conquistare una vittoria, noi tifosi abbiamo l’obbligo morale di tornare allo stadio». La squadra ha bisogno del suo pubblico, e il pubblico è chiamato a rispondere: «Basta indifferenza. Mancano poche giornate alla fine e dobbiamo salvarci».



