Fu tra il 2002 e nel 2004 che nel Vibonese si ebbe la gestazione di un nuovo cartello mafioso antagonista del clan Mancuso di Limbadi, fino ad allora padrone incontrastato della Provincia, di cui la famiglia di Sant’Onofrio fu capofila.
Sulla vittima una vera e propria tempesta di fuoco scatenata da Francesco Fortuna e da almeno un suo complice. Le mire espansionistiche del 33enne preoccupavano i boss con i quali era imparentato.
Arriva puntuale la replica del coordinatore Nazzareno Piperno alle affermazioni di Adriana Teti che giustificava l’operato degli uffici comunali adducendo questioni di forma. Per il sindacato si tratta di «Argomenti delicati che non dovrebbero lasciare spazio a interpretazioni».
Considerato elemento di spicco della cosca Bonavota di Sant’Onofrio, il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Vibo su disposizione della Dda di Catanzaro.
Questa mattina la visita degli ispettori mandati dalla Regione che hanno acquisito parte della documentazione e ascoltato i medici coinvolti nelle vicenda assistenziale. «Lavoriamo per evitare che eventi simili si ripetano in futuro» ha riferito uno dei componenti.
Ignoti si sono introdotti nottetempo nei locali, segando le inferriate di una finestra posizionata sul retro del negozio e arraffando sigarette e “Gratta e vinci”.
Carenza di posti letto e ambulanza impegnata. Un uomo di Dinami gravemente ammalato è stato indirizzato verso l’ospedale Jazzolino dove è giunto accompagnato dal parroco e dal vicesindaco.
Prenderà parte al convegno “Diritti umani e crimini” promosso da Comune, Istituto di criminologia, Capitaneria di porto e Guardia costiera. L’appuntamento alle 9.30 al Valentianum.
Il coordinatore provinciale Piperno chiede l’immediata rimozione dei dirigenti comunali «che hanno pensato di lasciare fuori dalla pulizia metà del centro urbano e tutte le frazioni».
Una banda di dieci persone ha fatto irruzione nottetempo nello stabilimento di Porto Salvo dove, dopo aver arraffato un magro bottino, ha svaligiato i distributori automatici fermandosi a banchettare nel piazzale dell’azienda.
Già in mobilità, hanno ricevuto la lettera di esonero nonostante i vizi di procedura sollevati dal Dipartimento regionale lavoro e dal sindacato Filcams Cgil, che ora si appella a prefetto e questore e annuncia: «Impugneremo il provvedimento».
Nel pomeriggio di ieri a Nicotera, una quarantenne domiciliata a Taurianova ha investito un’auto prima d’impattare contro la vetrina di un negozio. Bloccata dai carabinieri.
Avviso di conclusione indagine per i componenti della famiglia Patania, mandanti del delitto, con i quali la vittima era imparentata per aver sposato una nipote del boss “Nato”.
È stato rimesso in libertà l’uomo che lo scorso 13 ottobre tentò di derubare una dipendente della cooperativa Kairos nella chiesetta di Piedigrotta a Pizzo, prima di essere messo in fuga da due turisti tedeschi.
Ricercato fin dalla sua condanna all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa, l’uomo è ritenuto elemento di spicco della cosca Santaiti di Seminara.
Posto all’ingresso di quella che fu la Villa dei conti Gabrielli, ha ceduto sotto il peso degli anni e dell’abbandono. La comunità della frazione di Cessaniti s’interroga sui mancati interventi di recupero.
Verrà applicato il braccialetto elettronico al 19enne di Pannaconi accusato di tentato omicidio ai danni di uno studente di Zungri, contro il quale aveva esploso un colpo di pistola lo scorso 11 dicembre.
Si tratta di un trentunenne di Ionadi cui viene contestato di aver agevolato il clan di Limbadi nella detenzione delle armi da guerra scoperte dal Ros dei Carabinieri nel marzo scorso.
Con una serie d’iniziative legali, «volte ad ottenere il completamento dei lavori e ad individuare responsabilità di natura penale e amministrativa», il sindaco Michele Pannia punta ad conseguire un risarcimento per la mancata realizzazione di un campo polivalente e di una tribuna coperta.
Padre e due figli di etnia rom residenti a Lamezia Terme, stavano asportando rifiuti in ferro dall’isola ecologica comunale. Colti in flagrante dai Carabinieri, sono stati deferiti in stato di libertà.