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Una ragazza racconta gli stenti e le privazioni del viaggio in mare affidando alla terra d’approdo le speranze di una vita migliore. Intanto procede a ritmo serrato la macchina dell’accoglienza dopo l’ultimo imponente sbarco

Cronaca

Hanno patito la fame, la sete e gli imprevisti che si possono immaginare in una traversata così difficile. 1600 disperati del mare, che fanno i conti con la fortuna di essere comunque arrivati nel porto di Vibo, e la paura che si vede ancora nei loro occhi.

Sbarco di migranti record a Vibo Marina, l’“Asso ventinove” attracca in porto (FOTO)

Una traversata drammatica, durata diversi giorni, fino a quando il rimorchiatore “Asso ventinove” non li ha intercettati e tratti in salvo. Il Mediterraneo si conferma mare di morte, e il porto di Vibo Valentia diventa in queste ore la solita stazione pietosa dei soccorsi. C’è infatti anche il cadavere di un ragazzo di 16 anni a bordo del natante battente bandiera italiana, ormeggiato poco prima delle 13 nel porto calabrese.

Nura, 20 anni, marocchina, era a bordo del rimorchiatore con la madre e il padre, oppositore del re, in fuga dal suo Paese. Ecco la sua drammatica testimonianza:

La sua storia è drammatica come drammatiche sono le storie di quanti scappano dalla guerra e dalla miseria. Scappano da una terra dove non c’è più futuro. Consapevoli di rischiare la vita per raggiungere la Terra promessa. Nura ha visto la morte in faccia. Senza né acqua, né cibo per diversi giorni, ammassati in una carretta dove si faceva fatica a respirare. Ha temuto di non farcela proprio come quel ragazzo di appena 16 anni morto di stenti durante la drammatica traversata.

E sono numeri straordinari quelli che si è trovata a gestire una macchina dei soccorsi che anche questa volta ha dato prova di efficienza. Nelle operazioni sono impegnate oltre 500 persone fra forze dell’ordine, medici e volontari. Tra gli sbarcati 149 donne, 15 delle quali in stato di gravidanza e 38 bambini accompagnati.

Sbarco record a Vibo Marina, le immagini (FOTO/VIDEO)

La Prefettura di Vibo Valentia ha fatto allestire tre capannoni nell'area industriale di Porto Salvo dove i migranti sono stati trasferiti in attesa di essere identificati. I minorenni non accompagnati, 300 circa, resteranno nel Vibonese, gli altri verranno dislocati in diverse regioni d’Italia secondo il piano predisposto dal Ministero dell’Interno.

Sbarco record a Vibo Marina, appello del Csv: «Servono volontari per l’accoglienza»