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La Scuola allievi agenti si prepara ad accogliere il Capo della Polizia Franco Gabrielli in occasione del giuramento di 235 neo poliziotti. Ad attenderlo troverà, tra gli altri, il segretario provinciale del sindacato di categoria, che al Vibonese dice: «Gli chiederò di credere di più in questo istituto»

Il segretario provinciale del Siulp Franco Caso
Interviste

«Chi meglio del Capo della Polizia Franco Gabrielli potrebbe dare una riposta ai tanti interrogativi legati al futuro della Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia, a cominciare dell’assegnazione degli stessi allievi? Una questione, si badi bene, che non riguarda solo la struttura di formazione. Una scuola vive di allievi, è chiaro, ma si può tranquillamente affermare che a beneficiare della loro presenza è tutto il territorio provinciale».

È tutto pronto alla scuola di Polizia di Vibo Valentia per la cerimonia di giuramento dei 235 allievi del 196° corso che si terrà domani, giovedì 20 ottobre a partire dalle ore 11. Un evento che nella grande struttura di piazza d’Armi, registrerà, tra le altre, anche la presenza del Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli (foto in basso), accolto dal direttore della struttura Stefano Dodaro e dalle massime autorità locali. E proprio al numero uno dell'amministrazione centrale si rivolge, alla vigilia dell’importante appuntamento, il segretario provinciale del Sindacato italiano unitario dei lavoratori di polizia (Siulp) Franco Caso in un’intervista rilasciata al nostro giornale.

Scuola di Polizia, giurano 235 nuovi allievi

L’esponente sindacale, in premessa, pone l’accento soprattutto sui riflessi della presenza dei futuri poliziotti nel territorio vibonese, mettendo in evidenza le ricadute sociali ma non sottovalutando neppure quelle economiche. «Si pensi, ad esempio - spiega Caso -, che in occasione del giuramento di domani, sono arrivati a Vibo Valentia centinaia di familiari e parenti degli allievi che hanno affollato le strutture ricettive della zona, muovendo quindi una certa economia. Addirittura - aggiunge - sono a conoscenza di persone che, non trovando posto in città, hanno alloggiato a Parghelia sistemandosi quindi a 25 minuti di macchina da Vibo. Questo può dare già un’idea di cosa significa avere una struttura del genere a Vibo, soprattutto in considerazione del fatto che gli allievi vivono qui circa un anno, rappresentando di fatto una voce di reddito per diverse attività commerciali della città».

Su cosa deve puntare la scuola per garantirsi un futuro?
«Come dicevo prima, una scuola vive di allievi e, alla luce dell’annuncio fatto dal premier Matteo Renzi sui nuovi 10mila posti destinati all’incremento del personale delle forze dell’ordine, ci aspettiamo che anche la struttura vibonese venga tenuta in adeguata considerazione nella ripartizione degli allievi. Ogni qualvolta ci sono nuove assegnazioni, Vibo, nonostante sia l’unica struttura del sud Italia, si trova nella paradossale situazione di entrare in “concorrenza” con altre scuole, specie quelle dell’Italia centrale che generalmente fanno la “parte del leone”. Si pensi a Spoleto, ad esempio, che, con Nettuno, si accaparra la maggior parte degli allievi provenienti dal Centro ma anche dal Sud».

Cosa incide maggiormente su queste scelte?
«Ritengo che conti molto, in questo caso, anche l’aspetto della rappresentanza politica dei territori. Un maggiore sostegno alla scuola di Vibo Valentia da parte della deputazione calabrese, ad esempio, non guasterebbe. Così come alla scuola di Spoleto certamente non nuoce l’influenza di un sottosegretario dell’Interno, originario di quelle zone».

Cosa chiederà domani al prefetto Gabrielli?
«Mi fa estremamente piacere che il nostro Capo venga a Vibo. È un segnale di attenzione nei confronti della nostra piccola provincia. A lui chiederò, a giuramento concluso, che impressione si è fatto rispetto al lavoro svolto dalla Scuola di Polizia di Vibo, sia in merito alla cerimonia (preparata con estrema cura) che, più in generale, su quanto questa struttura sta facendo nel rispetto delle sue funzioni. Di come valuta, cioè, il fatto che appena 40 persone riescano a garantire efficienza e qualità ai massimi livelli nella formazione di centinaia di allievi. Quindi gli chiederei quali sono le sue intenzioni sul futuro di questa struttura che, in un momento in cui si fa un gran parlare di efficienza nella pubblica amministrazione, rappresenta a mio avviso un fiore all’occhiello per tutto il sud Italia».

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