Ato rifiuti verso il commissariamento, Marasco (Si): «Da luglio sarà il caos»

L’esponente di Sinistra italiana interviene sulle mancate determinazioni da parte dell’organismo che riunisce i sindaci vibonesi e paventa il rischio di una nuova emergenza

L’esponente di Sinistra italiana interviene sulle mancate determinazioni da parte dell’organismo che riunisce i sindaci vibonesi e paventa il rischio di una nuova emergenza

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L’Ambito territoriale ottimale n. 4 sui rifiuti di Vibo Valentia, dopo l’ultima infruttuosa seduta andata a vuoto per mancanza del numero legale, viaggia ormai verso il commissariamento ad acta da parte della Regione Calabria. L’incapacità dei sindaci vibonesi di determinarsi circa alcuni specifici adempimenti richiesti dal competente dipartimento regionale, rischia di precipitare il territorio, a partire dal 1° luglio prossimo quando scadranno i contratti tra Regione e impianti di trattamento nel caos. Uno scenario che il Comune di Vibo, capofila Ato, spera di scongiurare puntando su una proroga da parte della Regione attraverso la convocazione di una nuova assemblea per il 31 maggio, nella speranza che questa volta prevalga il senso di responsabilità da parte degli amministratori.

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Sulla dibattuta questione ha detto la sua il coordinatore provinciale di Sinistra italiana, Gernando Marasco. «I rifiuti solidi urbani, che per molte zone sono ormai divenute delle risorse da sfruttare per il territorio – ha fatto sapere -, per quello vibonese si sono dimostrati ostacoli insormontabili. Dopo mesi e mesi di progetti su eco-distretti, parole su parole pro e contro il progetto di Sant’Onofrio, raccolte di firme e creazione di comitati vari, cortine fumogene di ogni colore politico-civico, la cruda realtà è emersa… La provincia di Vibo Valentia e i suoi comuni non sono stati in grado di presentare e approvare un progetto utile, per lo smaltimento autonomo dei rifiuti provinciali».

Per Marasco c’è da dare «atto al sindaco Costa e all’assessore Lombardo di aver compreso la gravità della situazione e lanciato diversi appelli alla responsabilità; ma questi appelli sono caduti nel vuoto. I sindaci hanno di fatto abdicato alle loro funzioni politiche e si sono consegnati nelle mani dei commissari ad acta; pertanto, saranno questi ultimi a prendere in mano una situazione regolamentata dalla legge, ma ignorata per inettitudine politica o da chi ha adottato la logica del “tanto-peggio tanto-meglio”. E i costi del commissariamento saranno a carico dei bilanci comunali. Gli obiettivi fissati dalla comunità europea impongono a tutte le province di raggiungere entro il 2020 il 65% di raccolta differenziata e il 50% di riciclato. Fantascienza per il Vibonese, dove piuttosto c’è il rischio di vedere, dal primo luglio 2018, il territorio invaso da montagne di spazzatura, visto che non sarà più consentito smaltire i rifiuti fuori provincia. A questo punto non resta che sperare in una proroga della Regione, a patto però di attivarsi responsabilmente ad ottemperare a quanto richiesto dal piano regionale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti».

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