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La Dusty, la ditta che gestisce la raccolta sul territorio cittadino, ha allestito un’area dove “parcheggia” ogni genere di materiale in attesa di conferirlo in discarica. Ma le autorizzazioni non ci sono

Ambiente

Un deposito temporaneo di rifiuti che non dovrebbe esistere perché non ha le autorizzazioni previste dalla normativa in materia. È quanto accade a Vibo Marina, nella zona di Portosalvo, dove si fa sempre più forte il ticchettio di quella che potrebbe essere una nuova bomba ecologica che minaccia l’ambiente e pregiudica il corretto smaltimento dei rifiuti. L’area in questione è stata concessa dal Nucleo industriale alla Dusty, l’azienda che gestisce per conto del Comune la raccolta sul territorio di Vibo Valentia. Qui, in località le Marinate, sarebbe dovuta sorgere una postazione presidiata, quindi costantemente sorvegliata da personale dedicato, dove i cittadini avrebbero potuto conferire i rifiuti differenziati al di fuori degli orari e delle modalità del servizio porta a porta.

Un’opportunità prevista esplicitamente dal regolamento comunale e richiamata anche negli opuscoli distribuiti all’utenza con il calendario della raccolta differenziata. La postazione, riferiscono fonti all’interno della Dusty, non è stata mai allestita, ma al suo posto è sorta invece una sorta di isola ecologica abusiva dove rifiuti di ogni tipo, dall’umido all’indifferenziato, vengono “parcheggiati” in attesa di essere trasportati in discarica. Una modalità che inevitabilmente comporta periodi di grande accumulo e che, secondo il segretario provinciale dello Slai Cobas, Nazzareno Piperno, genera una situazione insostenibile in palese violazione delle normative. Tanto che lo stesso Nucleo industriale è intervenuto, diffidando la Dusty dall’utilizzo in questi termini dell’area concessa. Una presa di posizione che però per ora non ha sortito effetti, grazie anche al silenzio del Comune che resta a guardare.

Ma questo è soltanto l’ultimo tassello di un quadro a tinte fosche, nel quale si assiste a una incomprensibile indulgenza da parte dell’amministrazione Costa, che sembra non esercitare adeguati controlli sull’operato dell’azienda che si è aggiudicata l’appalto di circa 10 milioni di euro in 3 anni, dal 2017 al 2019.

Così, ad esempio, non viene impedita la nascita delle micro-discariche cittadine, come quella sotto il ponte di Via Spogliatore, in pieno centro. Il contratto stipulato con il Comune, infatti, prevede il monitoraggio costante delle zone più a rischio, con la tempestiva rimozione delle buste di spazzatura abbandonate da chi ha scarso senso civico, cercando di contrastare così l’effetto emulazione, perché, purtroppo, busta chiama busta. Situazione di incuria che riguarda anche alcune zone di Piscopio, la periferia di Vibo Marina nei pressi dell’impianto dismesso del cementificio e alcune piazzole di sosta, come quella presente sulla strada che dalla frazione marinara della città capoluogo conduce a Pizzo.

Sempre secondo fonti interne all’azienda, questa “disattenzione” della Dusty avrebbe finalità strategiche, perché renderebbe più visibili gli sporadici interventi di rimozione. In altre parole, fa più effetto veder sparire un grosso cumulo di rifiuti, piuttosto che prevenire nuovi abbandoni eliminando subito ciò che viene depositato quotidianamente.

Eppure, a gennaio, il Comune aveva annunciato una severa campagna di repressione a suon di multe per contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti in strada, grazie anche all’istallazione di alcune foto-trappole per immortale gli utenti indisciplinati. In quell’occasione, l’allora assessore all’ambiente Giuseppe Russo (poi dimessosi a marzo) annunciò oltre 2.000 sanzioni comminate ad altrettanti cittadini incivili. Contravvenzioni delle quali, però, non si è saputo più nulla, né è stata mai mostrata dal Comune alcuna foto scattata a chi era stato colto in fallo, tranne che per una immagine soltanto mostrata in occasione del lancio dell'iniziativa.

Una reticenza che, qualora le multe siano state davvero verbalizzate e spedite, contraddice le finalità di deterrenza che avrebbe dovuto avere la campagna. Al contrario di quanto fatto, ad esempio, dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che nello stesso periodo invernale diffuse sui social un video, realizzato con le immagini delle telecamere a circuito chiuso, intitolato “Natale coi lordazzi”, per mettere alla berlina chi era stato sorpreso a scaricare rifiuti in strada. 

Mano leggera, invece, a Vibo, dove il fenomeno continua a rappresentare un insopportabile segnale di degrado, oltre che un pessimo biglietto da visita per i turisti che d’estate si riversano sulla Costa degli dei. 

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