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Ordinanza del sindaco di Joppolo Carmelo Mazza dopo la nostra inchiesta. Ecco tutte le contraddizioni di una vicenda paradossale che mette a nudo diverse responsabilità

Ambiente

Non è rimasta senza conseguenze l’inchiesta de Il Vibonese.it  sollevata ieri sull’isola ecologica di Caroniti di Joppolo –  località Feudo del Pioppo, zona Monte Poro – trasformata in un enorme e puzzolente discarica con montagne di rifiuti (anche differenziati) gettati ovunque da chissà quanto tempo. Il sindaco di Joppolo, Carmelo Mazza, che abita a circa 700 metri dall’immondezzaio, dopo aver letto la notizia pubblicata sulla nostra testata ed essersi recato ieri sul posto, ha ora emesso un’ordinanza per la rimozione e smaltimento dei rifiuti “depositati in modo incontrollato – così si legge nell’ordinanza – da ignoti”, ordinando altresì la “bonifica del sito al fine di ripristinare le idonee condizioni di sicurezza sanitaria ed ambientale”. Ma a chi il sindaco ha affidato il compito di smaltire i rifiuti trovati nell’isola ecologica? E’ la stessa ordinanza a svelarlo: “ritenuto necessario provvedere nell’immediatezza e con urgenza alle operazioni di rimozione e smaltimento di tutti i rifiuti, si è dato incarico a tal fine alla ditta C.F.V. Monteporo società cooperativa con sede in C/da Montalto di Spilinga”, già affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti in tutto il territorio comunale di Joppolo. Dunque, la medesima ditta che non si è accorta che in località Feudo del Pioppo di Caroniti un’isola ecologica - dove dovevano essere depositati solo ingombranti da smaltire (frigoriferi, lavatrici, ecc.) - è stata trasformata in discarica abusiva, dovrà smaltire i rifiuti e bonificare il sito. E con quali soldi verrà pagato alla ditta tale intervento di pulizia? Con soldi pubblici, naturalmente. Soldi di tutti i cittadini che il Comune di Joppolo avrebbe potuto spendere diversamente se avesse avuto il pieno controllo del proprio territorio e di quanto accade sullo stesso. Domanda: com’è possibile che la ditta addetta alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti su tutto il territorio comunale non sapesse nulla di quanto accadeva in quella che doveva essere un’isola ecologica? Da quanto tempo la ditta – a prendere per buone le dichiarazioni del sindaco che parla nella sua ordinanza di rifiuti depositati “da ignoti” – non metteva piede in tale sito? Dove verranno ora smaltiti tutti i rifiuti presenti nell'area in questione? Ma vi è di più: ai microfoni di La C Tv ieri il sindaco Carmelo Mazza ha dichiarato che non ci si trova dinanzi ad una discarica, bensì ad un centro di stoccaggio. Dunque, chi doveva stoccare i rifiuti, come mai non si è accorto dei quintali di sacchi di spazzatura e rifiuti di ogni genere qui depositati? O bisognava aspettare la nostra inchiesta per intervenire? Non tornano poi in questa storia puzzolente – e non solo per l’odore nauseabondo del sito – anche altre cose: quali “ignoti” o cittadini del comune di Joppolo potevano avere interesse ad arrampicarsi in automobile o con altri mezzi sino a Monte Poro per gettare i propri sacchi di spazzatura in una discarica già colma di rifiuti e con il rischio di prendersi qualche malattia? E come fa a scrivere e dire il sindaco nella sua ordinanza che si tratta di rifiuti “non pericolosi”? In base a quale analisi basa la sua affermazione, tanto da metterla nero su bianco nella sua ordinanza? E cosa sa il sindaco in ordine alla pericolosità dei rifiuti interrati nello stesso sito e che si vedono affiorare nelle immagini riprese dalle nostre telecamere? E davvero "nessuno doveva controllare" come affermato dal sindaco Mazza ai microfoni di La C? Interrogativi al momento senza risposta. Di certo - al di là delle responsabilità penali che spetterà ai carabinieri della Stazione di Joppolo e della Compagnia di Tropea accertare (non pervenuti al momento i carabinieri forestali) – si può affermare che ci si trova dinanzi ad amministratori comunali, sindaco in testa, che stanno dimostrando di non conoscere il proprio territorio e di non sapere cosa accade sullo stesso. Prima gli affidamenti di incarichi per la bonifica di una discarica (Calafatoni) senza accorgersi che il finanziamento da un milione di euro era destinato (con tanto di coordinate geografiche) a Preitoni (e quindi a Nicotera), poi la scoperta ( sempre da parte della nostra testata) di scarichi fognari a Coccorinello con impianti di depurazione nuovi e mai entrati in funzione, ora un’isola ecologica trasformata in mega discarica abusiva, senza che nessuno dalla casa comunale di Joppolo (assessore all’ambiente compreso) ne sapesse nulla. Eppure stiamo parlando non certo di una metropoli, ma di un piccolo comune dove a pagare per le “distrazioni” degli amministratori sono al momento solo i cittadini e l’ambiente. Sino a quando? Copia dell’ordinanza del sindaco - che affida la rimozione dei rifiuti e la bonifica del sito alla società cooperativa CVF Monteporo - è stata trasmessa alla Stazione dei carabinieri di Joppolo, alla polizia municipale, all’ufficio tecnico comunale ed al prefetto di Vibo Giuseppe Gualtieri. LEGGI ANCHE: Isola ecologica divenuta discarica, il sindaco di Joppolo: “Nessuno doveva controllare” (VIDEO)  e  Inchiesta | Isola ecologica trasformata a Monteporo in discarica incontrollata (VIDEO) L’ INCHIESTA | Le discariche e le bonifiche della discordia fra Joppolo e Nicotera: Calafatoni o Colantoni?

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