Ambiente, documentata la presenza del gatto selvatico nel Parco delle Serre

La presenza del felino, inserito tra le specie di maggior interesse conservazionistico, conferma il valore ecologico dell’area protetta

La presenza del felino, inserito tra le specie di maggior interesse conservazionistico, conferma il valore ecologico dell’area protetta

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Un gatto selvatico (foto Macioce)
Un gatto selvatico (foto Macioce)
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La presenza del gatto selvatico nell’area del Parco naturale regionale delle Serre viene documentata, per la prima volta, a livello scientifico. A renderlo noto è lo stesso Ente che ammette come la scoperta sia frutto del finanziamento del monitoraggio dei Sic (Siti di interesse comunitario) terrestri concesso dalla Regione Calabria. «Circondato ancora oggi da un alone di mistero per le sue apparizioni fugaci – spiega la direzione del Parco -, il Gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) è uno degli abitanti più elusivi della fauna del Parco naturale regionale delle Serre. La specie, unico rappresentante della famiglia dei felidi della fauna italiana autoctona, è protetto dalla legge ed è inserito tra le specie di maggiore interesse conservazionistico della nostra nazione, oltre ad essere ritenuta, la sua, una specie Quasi minacciata». Il Gatto selvatico europeo, «strettamente legato a categorie vegetazionali di tipo forestale, svolge un ruolo cruciale all’interno dell’ecosistema. Per questo motivo, viene considerato come una specie “ombrello”, essendo un carnivoro al vertice della catena alimentare, con notevoli esigenze ecologiche, la cui presenza è indice di complessità e integrità dell’ecosistema». La specie è attualmente distribuita, anche se in maniera frammentata, in gran parte della porzione centro-meridionale della penisola italiana e in Sicilia. In Sardegna è presente la sottospecie africana Felis silvestris lybica, introdotta nell’antichità. In Calabria la presenza della specie è stata documentata in alcune porzioni della catena costiera, oltre che all’interno dei Parchi Nazionali di Pollino, Sila e Aspromonte.

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«Nel corso del 2018 – aggiunge l’ente pubblico -, nell’ambito del Por Fesr-Fse 2014-2020 “Azioni previste nei Prioritized Action Framework (Paf) e nei Piani di gestione della Rete Natura 2000” e, in particolare dell’azione relativa al monitoraggio di tutti i siti di interesse comunitario, il Parco Naturale Regionale delle Serre ha avviato una campagna di monitoraggio finalizzata ad ampliare le conoscenze sullo status di Felis s. silvestris all’interno dei suoi confini e delle sette Zone speciali di conservazione (Zsc) di competenza, tra le province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. Per le indagini è stata applicata la tecnica del “Fototrappolaggio”, che consiste nell’uso di sistemi di foto-video ripresa (fototrappole), grazie ai quali è possibile monitorare il gatto selvatico mediante l’acquisizione di un numero sufficiente di rilevamenti indipendenti di presenza/assenza in ciascun sito di indagine». L’indagine, conclude la nota, «ha permesso di documentare la presenza di questo importante mesocarnivoro all’interno del Parco delle Serre, confermando il valore ecologico della stessa area protetta. I dati raccolti, oltre a fornire una valida base conoscitiva per l’azione gestionale di habitat e specie, forniscono un importante contributo per lo studio della popolazione di Gatto selvatico europeo all’interno della porzione meno studiata del suo areale, quella del settore meridionale dell’Appennino».

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