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Diverse le squadre di sub che da Capo Cozzo a Sant'Irene hanno riportato a riva rifiuti di ogni genere depositati in fondo al mare

Ambiente

Decine e decine di metri di reti da pesca. Centinaia di metri di lenze. Decine di chili di plastica. E ancora copertoni, materiale di risulta, monnezza di ogni tipo. Il bottino dei gruppi sub che sabato 20 e domenica 21 si sono alternati in due serie di immersioni tra capo Cozzo e Sant’Irene, sotto l’egida del progetto Carma - Calabria against rubbish and marine litter, è stato penosamente ricco. L’utilizzo del mare come discarica, anche e soprattutto a queste latitudini continua ad essere pratica diffusa. E ben vengano progetti europei come questo, coordinato dal ricercatore Ubaldo Pantaleo, coordinatore subacquei volontari Mar Adriatico meridionale per la Reef Check Italia onlus, che radunano sulle coste calabresi nuclei di volontari specializzati, ed attrezzati per il recupero di inerti anche complessi, quali appunto gli strumenti della pesca abbandonati o smarriti in mare.

Volontari da tutta Italia. Oltre alla Reef Check Italia onlus, associazione scientifica non lucrativa dedicata alla protezione e al recupero delle scogliere del Mediterraneo e di tutte le aree coralline, partner dell’iniziativa - finanziata dalla Regione Calabria con fondi europei programmazione 2014-2020 - sono “Scuola d’Amare” progetto approvato dal Miur per promuovere la subacquea e la cultura del mare tra i ragazzi, la Padi – associazione internazionale che raduna istruttori di sub, e la sua specializzazione Project Aware, la cui filosofia è mobilitare, a livello mondiale, una forza di subacquei e amanti dell’acqua cui interessa proteggere le risorse acquatiche globali, Dan Europe (Divers Alert Network Europe) Scuba World ASD Subacquei Associati Vibo Valentia, e Asd the Frogmen Team.

Due giornate di impegno ecologico. La prima giornata, ha visto più gruppi di sub alternarsi dentro e fuori la spiaggia della località la Brace, con più natanti coinvolti nell’individuazione, raccolta e trasferimento a terra dei rifiuti sommersi. Nello spazio antistante lo specchio d’acqua, stand allestiti dai volontari delle diverse associazioni, teatro dei briefing, e dei check sanitari tra la prima e la seconda immersione. Il bis domenica 21, con le stesse modalità, per un'altra giornata dedicata al mare ed alla salute dei fondali. Con l’occasione, Ubaldo Pantaleo ha approfittato per tornare a sottolineare la pericolosità delle reti da pesca abbandonate sott’acqua, devastanti per l’habitat sottomarino, e la necessità di proseguire, di concerto con associazioni di volontariato, scuole, enti ed istituzioni, in iniziative di tal genere. Nico Barbuto, presidente dell’associazione vibonese Scuba World, ha ribadito l’importanza di trasmettere - unitamente alla passione del mare, anche principi di educazione ambientale e passione per la salvaguardia.

Il sub? Un educatore. Concetti del resto ribaditi anche dal manager di Padi Emea Fabio Figurella, referente per il sud d’Italia della grande community di istruttori subacquei, presente con uomini e mezzi a Briatico proprio per l’evento calabrese. «Siamo non solo istruttori, ma soprattutto educatori – ha dichiarato il dirigente. E siamo i primi a doverci impegnare per trasmettere a chi si immerge con noi principi come rispetto, tutela, attenzione e sensibilità». 

Lacnews24.it
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