lunedì,Maggio 16 2022

Contenimento dei cinghiali, Mirabello presenta una proposta di legge

L’obiettivo è quello di riequilibrare il sovradimensionamento della specie attraverso campagne di abbattimento straordinario, limitando così i danni all’agricoltura.

Contenimento dei cinghiali, Mirabello presenta una proposta di legge

«È ben noto a tutti il problema del proliferare incontrollato dei cinghiali, arrecando danni ingenti alle coltivazioni, ai manufatti e a volte anche alle persone fisiche. Le politiche di contenimento ad oggi non hanno dato grandi risultati rimane dunque l’ esigenza e l’urgenza di adottare un provvedimento legislativo per consentire battute di caccia mirate all’abbattimento o alla cattura “straordinaria” al fine di riequilibrare il momentaneo sovradimensionamento della specie».

È su queste basi che il consigliere regionale del Pd Michele Mirabello, si fa promotore di un progetto di legge per avviare “Interventi regionali per la conservazione, la gestione ed il controllo della fauna selvatica”. Obiettivo dichiarato è quello di intervenire soprattutto in relazione alla proliferazione di cinghiali che mettono a dura prova campi e raccolti causando non pochi danni. Una norma in tal senso (la Toscana se n’è recentemente dotata) è invocata più volte dai territori e anche da alcuni sindaci tra i quali, nel Vibonese, quello di Maierato, Sergio Rizzo.

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«I danni subiti in questi anni dagli ormai esasperati agricoltori ammontano a migliaia e migliaia di euro – sottolinea Mirabello -, un freno quindi all’economia agricola della nostra regione, che si quantifica in danni economici con perdite continue e costanti delle produzioni agricole e con intere piantagioni danneggiate, tali da scoraggiare gli stessi agricoltori ad investire sulle future linee di sviluppo, che lo stesso Governo regionale cerca di attuare attraverso gli strumenti finanziari programmati nel nuovo Psr».

Si punta quindi a «rafforzare la portata venatoria sui cinghiali mediante l’ampliamento dei periodi e delle modalità di caccia, attraverso il monitoraggio da parte delle squadre di “cinghialai” distribuite sull’intero territorio, nonché mettendo in atto azioni concrete per risolvere le questioni connesse ai danni causati all’agricoltura».

A tal fine la Regione Calabria, attraverso la Consulta faunistica venatoria regionale, sentiti gli Ambiti territoriali di caccia, dovrà predisporre un regolamento da inserire nel piano faunistico regionale che stabilisca tre obiettivi fondamentali quali: l’individuazione dei territori che prevedono sovradimensionamento della popolazione di ungulati, un piano di prelievo selettivo del cinghiale per il riequilibrio della specie ed infine miri ad interventi immediati per la prevenzione ed il recupero dei danni provocati alle coltivazioni.

Dagli stessi organismi saranno predisposti i piani di cattura, ovvero di abbattimento controllato obbligatoriamente, stabilendo annualmente: la motivazione, la consistenza tendenziale della popolazione faunistica in sovradimensionamento, la quantità oggetto del piano di cattura o di abbattimento, il periodo di svolgimento e durata delle operazioni, la finalità cui sono destinate le specie catturate o abbattute.

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