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Timori per la Piazza di Triparni, il Comune dà incarico per monitorare eventuali cedimenti

Via libera dall’amministrazione comunale di Palazzo Luigi Razza all’affidamento degli appositi studi di monitoraggio che saranno effettuati da un geologo vibonese

Timori per la Piazza di Triparni, il Comune dà incarico per monitorare eventuali cedimenti
Come si presentano via Roma e la piazza di Triparni
La piazza sprofondata. Sotto, il consigliere Miceli
La piazza di Triparni venuta letteralmente giù

Sarà il geologo vibonese Giuseppe Scalamandrè ad effettuare i servizi gli studi di monitoraggio sulla piazza franata lungo via Roma nella frazione di Triparni, (nonché di compatibilità geomorfologica per il progetto di ampliamento dell’area cimiteriale di Bivona). L’incarico, «nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, correttezza e non discriminazione», è arrivato con determina dirigenziale della dirigente del settore Urbanistica del Comune di Vibo Valentia Adriana Teti che nel documento ricorda che «si rende necessario eseguire un monitoraggio su eventuali cedimenti nell’area in frana lungo via Roma nell’abitato di Triparni, ed uno studio sulle principali caratteristiche geomorfologiche per l’attuazione del progetto di ampliamento dell’area cimiteriale di Bivona, con elaborazione finale di una relazione». Va detto, peraltro, che il progetto esecutivo del 2007 “Lavori di messa in sicurezza dei versanti Affaccio- Cancello Rosso-Piscopio-Triparni- Longobardi ed Ex Tracciato Ferrovie Calabro Lucane e Longobardi”, finanziato dalla Regione Calabria dal 2007 per un importo complessivo di 8.595.000 euro”, che prevede l’intervento nella zona franata spiega che «nell’area Triparni è stata classificata a rischio R3 la zona meridionale dell’edificato tra via Roma e strada provinciale per Triparni. La zona di intervento, affetta dalla frana che ha distrutto il preesistente piazzale poggiante sul rilevato in terra rinforzata, è ubicata al di fuori dell’area R3. Il versante a valle di via Roma, in cui insiste l’intervento di progetto (rilevato in terra rinforzata sul quale verrà ripristinata la piazza con paratia a valle e opera provvisionale a monte rappresentata da una paratia tirantata) non è classificato in frana nel Pai (Piano assetto idrogeologico)».

Inoltre, a ottobre del 2016 il suddetto progetto è stato approvato dall’amministrazione comunale del capoluogo. Così si è espresso all’epoca l’ex assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Lombardo: «Oggi è il momento della soddisfazione, siamo finalmente arrivati all’epilogo positivo che tutti aspettavamo da anni. Grazie all’azione propulsiva e di controllo svolta dall’amministrazione attualmente in carica, si sta finalmente avviando la risoluzione delle problematiche che affliggono la parte del territorio comunale di Vibo Valentia nella frazione di Triparni». [Continua in basso]

Il richiamo dell’ex assessore ai Lavori Pubblici Antonio Iannello

Antonio Iannello (Pd)

Ricordiamo, inoltre, che proprio in riferimento alla piazza crollata a Triparni di recente è intervenuto Antonio Iannello, componente della direzione regionale e del direttivo del circolo di Vibo del Pd, il quale ha fatto presente all’attuale amministrazione comunale «l’urgenza dell’avvio dei lavori di ripristino della piazza finalizzato alla messa in sicurezza del territorio. Sono passati ben quindici anni dal suo finanziamento. Si tratta di un progetto veramente strategico per la messa in sicurezza di gran parte del nostro territorio comunale finanziato dalla Regione Calabria dal 2007 per un importo complessivo di 8.595.000 euro per “Lavori di messa in sicurezza dei versanti Affaccio- Cancello Rosso-Piscopio-Triparni- Longobardi ed Ex Tracciato Ferrovie Calabro Lucane e Longobardi”. Ribadiamo ancora una volta – ha ricordato Iannello – che non c’è nessun interesse a fare una strumentalizzazione politica su un argomento così importante, ma soltanto l’obiettivo di portare a compimento i lavori per dare una risposta positiva alle tante preoccupazioni dei cittadini, i quali costantemente si interrogano sui reali tempi di inizio lavori e sono ormai stanchi dei continui rinvii non giustificabili in nessun modo».

Sempre l’esponente del Pd non ha mancato di chiedere direttamente al sindaco Maria Limardo, considerato che «il dissenso è andato sempre più crescendo fino a diventare una protesta pubblica come quella accaduta nel mese di ottobre alla quale probabilmente ne seguiranno tante altre, «un immediato incontro al fine di conoscere i tempi certi dell’avvio dei lavori. È una richiesta ormai inderogabile per tutti e confidiamo ancora una volta nella sua immediata disponibilità ed attenzione».

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