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Parghelia, protocollo d’intesa per la biodiversità della “Costa degli Dei”

Bandita anche la pesca a strascico sotto costa con un sistema di "dissuasori" posti nei corridoi delle imbarcazioni

Parghelia, protocollo d’intesa per la biodiversità della “Costa degli Dei”
Spiaggia Michelino Parghelia

Con la firma del protocollo d’intesa tra i Comuni del comprensorio costiero tra Pizzo e Capo Vaticano, Parghelia diviene capofila del procedimento amministrativo che, con il supporto dei tecnici dell’Associazione temporanea di scopo (Ats), culminerà con la Conferenza dei servizi. Il progetto mira alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili. Azioni di tutela e potenziamento di flora e fauna marine della “Costa degli Dei” saranno possibili mediante l’impiego del Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura (Feamp 2014-2020). Gli enti locali che hanno aderito al protocollo sono Parghelia, Vibo Valentia, Briatico, Zambrone e Tropea, mentre l’Associazione temporanea di scopo (Ats) è composta da Wwf Vibo Valentia, federazione regionale Coldiretti Calabria e la stazione zoologica “Anton Dhorn” di Napoli. [Continua in basso]

L’Ats ha poi stipulato con il Dipartimento agricoltura della Regione una convenzione per la realizzazione della proposta progettuale denominata “Interventi a protezione della Costa degli Dei” con la realizzazione di elementi fissi o mobili, destinati a proteggere e potenziare la fauna e la flora marine, comprese la loro preparazione e valutazione scientifiche. L’obiettivo è la realizzazione di un sistema di strutture, denominate “dissuasori antistrascico”, opportunamente posizionate nei corridoi utilizzati dalle imbarcazioni che praticano lo strascico illegale sotto costa. Inoltre, sul fondale marino della “Baia di Zambrone“, previa richiesta alle autorità competenti la consegna delle aree (per l’occupazione della superficie di fondale necessaria all’installazione degli elementi sommersi), verrà posta in opera una particolare struttura di ripopolamento in grado di favorire l’attecchimento di larve di specie bentoniche e di fungere da rifugio per le specie ittiche.

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